La canzone storica napoletana e l’architettura leccese: il magico incontro a “Cortili Aperti”

Cortili Aperti

La storia della canzone napoletana a Cortili Aperti a Lecce. Undici antiche dimore leccesi hanno aperto le proprie porte nella domenica clou delle festività natalizie. Questo è avvenuto in occasione dell’edizione straordinaria di “Cortili Aperti” organizzata dall’associazione Dimore Storiche Italiane, d’intesa con l’amministrazione comunale. 

Esposizioni d’arte, mostre presepiali, performance teatrali, momenti di divulgazione della tradizione enogastronomica locale, conversazioni su arte e cinema. Inoltre, tanta musica ha contraddistinto le iniziative organizzate nell’ambito dell’attesa e partecipata manifestazione che da ormai trent’anni mette in rete alcuni dei più rappresentativi cortili storici della città. 

Non solo tradizioni salentine: anche la canzone napoletana è stata protagonista di uno degli undici corner di “Cortili Aperti”: Palazzo Sambiasi. 

Qui,  la voce e la chitarra di Franco Tommasi hanno animato la mattinata, all’insegna della storia della canzone napoletana dalle origini ai giorni nostri. Un interessante excursus musicale, quello proposto, in una location d’eccezione.

Da Funiculì Funiculà, a Te voglio bene assaje a Voce è Notte, solo per citare alcuni dei brani più rappresentativi dell’immenso patrimonio musicale partenopeo, sono stati al centro del concerto dell’artista.

Un’atmosfera davvero insolita ha permeato uno dei cortili più affascinanti dell’antica Lecce. Le note di alcuni degli spartiti più apprezzati dell’immenso corpus partenopeo hanno risuonato nei suoi anfratti, in piena armonia con le sue architetture barocche

Non una semplice esibizione decontestualizzata, dunque, ma un concerto ragionato. Questo evento ha visto l’avvicendarsi di brani della tradizione partenopea e di racconti dell’artista sulla loro storia e quella dei loro autori. Tutto si è svolto nell’ambito di un dibattito sull’evoluzione della musica napoletana nel corso dei secoli. 

Oltre ad essere un fine musicista, infatti, Tommasi ha nel DNA una vocazione per la divulgazione. Questa vocazione trae origine dalla sua lunga esperienza di studi e ricerche accademiche, anche se in campi differenti rispetto a quello musicale.

Franco Tommasi: il protagonista dell’appuntamento

Nato nel 1957 a Calimera, docente di informatica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Salento, ha affiancato all’attività universitaria, sin dalla giovinezza, un profondo interesse per le tradizioni musicali dell’Italia meridionale.

Nel 1991 ha fondato il Canzoniere di Terra d’Otranto, formazione pionieristica della musica popolare salentina e prima a incidere una pizzica su supporto cd. 

Conclusa l’esperienza con il Canzoniere, Tommasi si è orientato verso l’interpretazione della canzone napoletana classica. Ha tenuto concerti dedicati al vasto repertorio napoletano, che spazia dal Cinquecento fino all’età contemporanea.

Palazzo Sambiasi: storia e caratteristiche architettoniche

Palazzo Sambiasi sorge nell’antica Isola Grande di San Francesco, tra Portaggio di Rugge e strada Li Santi. È stato edificato nel XVI secolo, probabilmente su progetto dell’architetto militare Giangiacomo dell’Acaya, già autore degli interventi sul Castello e sulla cinta muraria di Lecce e sulla Cittadella fortificata di Acaya.

Voluto da Scipione Sambiasi da Nardò dopo il matrimonio con Donata Sombrino. Il palazzo sorse su un’area precedentemente occupata da casupole e giardini. La famiglia Sambiasi, attestata a Nardò sin dal XIII secolo e di probabile origine Sanseverino, si articolò in più rami, tra cui quello leccese. Il blasone di questa famiglia è ancora visibile all’interno dell’edificio. 

Ultima erede del ceppo fondatore fu Maria Sambiasi, che nel Settecento portò il palazzo in dote al marito Tommaso Sambiasi del ramo neretino. Questi completò la struttura con interventi attribuibili all’architetto Emanuele Manieri. Importante fu il rimaneggiamento iniziato nella seconda metà del XVIII secolo, durante il quale la struttura ha assunto gran parte delle attuali caratteristiche.

Circa un secolo dopo, nel 1884, l’immobile fu acquistato dai fratelli Alcide e Amilcare Foscarini. Rimase poi alla famiglia fino al Novecento, passando per successione ai Montefusco. Nel palazzo nacque nel 1886 Rodolfo Foscarini, illustre medico e ufficiale della Croce Rossa Italiana, morto nel 1918 durante l’epidemia di Spagnola mentre prestava servizio ai malati.