Alla vigilia di Lecce-Parma, Eusebio Di Francesco torna a presentarsi in sala stampa dopo aver scontato le due giornate di squalifica che gli sono state inflitte per le proteste dopo il gol di Paz del Como, viziato dall’evidente fallo del giocatore su Ramadani. «È una partita importante, non decisiva», chiarisce, inserendola però tra quelle che possono incidere nel percorso stagionale di due squadre che condividono obiettivi e valori.
Lo stato di salute della squadra
L’analisi parte dallo stato di salute del Lecce, osservato anche “dall’alto” delle tribune di Torino e Lecce nelle ultime uscite. «Se la valuto per le due gare che ho visto dalla tribuna sarebbe corretto riferirmi solo a quelle partite, ma in realtà vedo un processo di crescita che c’è stato», spiega il tecnico. Ammette un calo di brillantezza, soprattutto nella gara contro la Roma: «Potevamo essere un pochino più lucidi in certe scelte, la squadra era un pochino meno brillante e anche meno coraggiosa di come siamo abituati». Un passaggio a vuoto che Di Francesco definisce fisiologico, legato ai cambiamenti negli interpreti e alla gestione ravvicinata degli impegni: «Qualcuno ha pagato la trasferta di Torino, non è stata di quelle più facili, specialmente per chi non è abituato a fare più partite in una settimana».
Camarda in dubbio
Il tema della stanchezza si riflette inevitabilmente nelle scelte di formazione. «Qualcosa può incidere, ma non possiamo snaturare totalmente la squadra», precisa. In alcuni ruoli le alternative sono limitate, in altri no: «Davanti qualche soluzione in più ci sarà». Sugli esterni offensivi anticipa che «giocherà sicuramente o Pierotti o N’Dri dall’inizio», mentre chiarisce che alcune scelte viste nelle ultime gare erano legate a contingenze specifiche. Restano da valutare alcune condizioni fisiche: «Camarda è convocato, ma valuteremo domattina la sua condizione». L’attenzione è alta anche su Coulibaly, di ritorno dalla Coppa d’Africa dopo l’eliminazione del Mali a opera del Senegal ai quarti, e potrebbe rientrare almeno per la panchina: «Avere la sua presenza è importante, vedremo».
La valutazione sul mercato
Sul mercato, Di Francesco ribadisce una linea netta: «Io faccio l’allenatore, non faccio trattative di mercato». Nessuna valutazione sulle situazioni contrattuali, solo considerazioni tecniche. Su Fofana: «È un giocatore più fisico, viene da un altro campionato e dovrà fare un percorso di adattamento». Su Gandelman entra più nel dettaglio: «È un giocatore che ho visionato di più, ha caratteristiche di incursore, è molto bravo ad attaccare l’area, ha ottimi tempi di inserimento». Non nasconde però il lavoro da fare: «Dovrà migliorare la fase difensiva, sono giocatori più propensi a pensare a offendere che a difendere». L’entusiasmo del nuovo arrivato viene visto come un valore: «Le novità stimolano tutti, anche l’ambiente». Sul piano tattico chiarisce: «Nel 4231 può fare il trequartista, nel 433 la mezzala».
Il nodo gordiano del gol
Uno dei temi centrali è la difficoltà nel concretizzare le occasioni. Di Francesco ribalta la prospettiva: «Se ci succede più spesso di creare queste occasioni sono contento. Mi preoccuperei del contrario». Il problema, spiega, si affronta solo in un modo: «La grande disponibilità nel lavoro, l’allenamento». Il messaggio alla squadra è diretto: «Bisogna far gol, è quello su cui sto battendo tutti i giorni». E aggiunge, riferendosi alla clamorosa occasione del possibile pareggio fallita da Pierotti contro la Roma: «Quel gol l’avrei fatto anch’io? No, non l’avresti fatto se non ti alleni costantemente». Serve convinzione: «Chiedo maggior coraggio ai miei ragazzi, quando ti arriva quella palla te la devi aspettare».
Opportunità per chi ha giocato meno?
Sala e Gorter hanno giocato poco. Su Gorter, autore di prestazioni convincenti, sottolinea: «Se l’abbiamo messo in campo è perché intravediamo delle qualità». Ma invita alla cautela: «Questo campionato richiede esperienza, soprattutto nel girone di ritorno». Su Sala è chiaro: «Non è ancora prontissimo per affrontare questo campionato». E aggiunge una riflessione sul lavoro quotidiano: «La cosa più difficile per un allenatore è allenare quelli che giocano meno e tenerli pronti, perché da un momento all’altro può arrivare l’occasione».
Il Parma
Guardando al Parma, Di Francesco evidenzia come entrambe le squadre siano cambiate rispetto all’andata: «Sono cambiate tante cose da una parte e dall’altra». Il Lecce, spiega, ha mantenuto una propria identità: «Siamo passati dal 4321 al 4231, ma la modifica è sottile». Il confronto è diretto: «Il Parma è un nostro competitor per la salvezza, lo dimostrano i punti». Da qui l’importanza dell’equilibrio: «Sarà una partita aperta, da affrontare con grandissimo equilibrio».
Come stanno Berisha e gli altri infortunati
Nel fare il punto sugli infortunati e sulle possibili soluzioni difensive, Di Francesco conferma un approccio pragmatico. «Berisha deve ancora lavorare. Valuteremo se aggregarlo al gruppo nelle trasferte milanesi per lo spogliatoio, ma del suo rientro in campo se ne parlerà dopo gennaio. Valuteremo giorno dopo giorno, invece le condizioni degli altri, come Fruchtl e c’è un problema di nuovo per Jean, che spero di rivedere presto».
Allergia agli adattamenti
«Non mi fanno impazzire i grandi adattamenti, se non c’è una grande necessità». La priorità resta una sola: «Capire quale sia la cosa giusta», anche quando, ammette sorridendo, «è un pensiero su cui ci si ragiona anche la notte», riferendosi alla possibilità che Siebert possa eventualmente sostituire Veiga sulla fascia, perché non è sicuro che il portoghese sia in condizione. Lo stesso per Gallo, che ha subito una brutta botta contro la Roma e potrebbe lasciare spazio a Ndaba, autore di prove più convincenti nell’ultimo periodo.
