Nell’epica puntata 111 del podcast Nu pocu e nu pocu, finale di stagione 2025-2026, il consueto pagellone in diretta live al campionato del Lecce, protagonista per protagonista. In questo articolo trovi il Lecce 2025-2026 il superpagellone di Nu pocu e nu pocu. Alla media voto ha partecipato tutta la carrellata di conduttori e ospiti: Andrea Aufieri, Piergiorgio Fiorentino, Fabio Zollino, Pino Montinaro, Diego Dantes. Con loro Luigi de Pauli e Antonio Ancora dei Crifiu, l’avvocato Sergio Luceri, il giornalista Arcangelo De Luca, l’imprenditore Sergio Chiari. Un po’ come Gandelman, il guastatore comico è Andrea Baccassino.
Wladimiro Falcone
Il santo dei voli. Il superpagellone 2025-2026 di Nu pocu e nu pocu comincia con il voto più alto. Opinione sostanzialmente unanime e molto positiva. Tutti concordano nel considerarlo uno dei giocatori più determinanti della stagione, se non il più importante in assoluto. C’è solo un piccolo dibattito tra chi vorrebbe dargli 10 pieno e chi si ferma al 9.5 per via di alcune imperfezioni tecniche legate al gioco coi piedi e alle uscite. Tutti esprimono affetto e il desiderio di tenerlo a vita, pur riconoscendo che merita palcoscenici più grandi.
L’opinione di Baccassino: Un portiere da Oscar! (v. le origini in braccio a Verdone)
Media Voti Espressi (MVE): 9.8
Antonino Gallo
Letteralmente insostituibile. Opinione divisa tra chi lo ritiene semplicemente “insostituibile per mancanza di alternative” e chi invece gli riconosce qualità genuine, sia nella fase offensiva e nella continuità difensiva. Tutti concordano che abbia sofferto le assenze e che dalla sua parte la squadra abbia retto meglio rispetto alla fascia destra. C’è un apprezzamento diffuso per il suo carattere e l’esperienza.
L’opinione di Baccassino. Ai Crifiu che promettono di farlo cantare nel prossimo singolo, Bac ammette: “Uno che ha dato la sveglia alla squadra”.
MVE: 7
Kialonda Gaspar
Leader sfortunato Opinione abbastanza uniforme: tutti riconoscono la sua qualità e il suo ruolo di leader difensivo quando è stato in campo, ma l’infortunio ha pesato molto sul giudizio complessivo. In tanti lo indicano come titolare inamovibile della prossima stagione e vedono in lui una garanzia futura.
L’opinione di Baccassino. In coppia con Zuzzurro spaccava tantissimo, ma pure con l’orientamento notturno
MVE: 6.8
Jamil Siebert
In crescendo. Opinione abbastanza convergente sulla parabola ascendente del giocatore: partito malissimo (c’è chi lo descrive come un “soprammobile”), è progressivamente cresciuto fino a diventare un riferimento difensivo. Tutti concordano sulla difesa a quattro come suo contesto ideale, e sulla certezza che sarà riconfermato anche per il costo dell’investimento (5.5 milioni complessivi).
L’opinione di Baccassino. Tutti se la prendono per i suoi piedi, ma ha lavorato tanto, perché da piccolo era una foca: ricordate la “piccola, bianca Siebert?”.
MVE: 6.5
Danilo Veiga
Letteralmente insostituibile x 2. Opinione abbastanza uniforme: tutti riconoscono che abbia giocato spesso acciaccato e senza alternative alle sue spalle, il che ne mitiga il giudizio. Ha dato tutto quello che aveva, dimostrando grinta e continuità.
L’opinione di Baccassino. Non lo riconosce nessuno, don Diego De La Veiga, in arte Zorro!
MVE: 6.5
Tiago Gabriel
Sontuoso. Opinione molto positiva e sostanzialmente concorde. Tutti lo indicano come una delle rivelazioni della stagione, con interventi in scivolata di grande pulizia tecnica e il gol decisivo contro la Fiorentina. Qualcuno avverte però qualche sbavatura nelle ultime partite — troppo “brasilianeggiante” — e lo invita a non bruciare le tappe. In tanti lo vedono come la prossima grande plusvalenza e chiedono di non venderlo sotto i 30 milioni.
L’opinione di Baccassino. Meglio, comunque, Peter Gabriel.
MVE: 8
Medon Berisha
Piccolo Principe. Opinione unanime: grande rimpianto per l’infortunio, considerato uno dei punti di svolta negativi della stagione. Finché ha giocato era diventato il faro del centrocampo, con gol pesantissimi (Firenze, Udine). Il dubbio che aleggia è sulla sua fragilità fisica. L’auspicio di essere protagonista nella prossima stagione.
L’opinione di Baccassino. Sembra essersi ringiovanito nel passaggio dalla politica al calcio, complimenti!
MVE: 7
Omri Gandelman
Frutto “col verme?”. Opinione divisa. Il punto di accordo è che sia arrivato “col verme” — in condizioni fisiche non ottimali sin da subito — e che abbia faticato a imporsi con continuità. Chi è più generoso ricorda i due gol, l’assist decisivo per Stulic, e lo indica come il miglior acquisto di gennaio. Chi è più critico sottolinea l’indifferenziazione e le aspettative non del tutto confermate.
L’opinione di Baccassino. – Non ho veramente nessuna idea di chi sia ‘sto cristiano…
– È ebreo, veramente.
– Ecco.
MVE: 6.5
Ylber Ramadani
El Grinta. Opinione molto positiva e quasi unanime. Al di là dei limiti tecnici riconosciuti da tutti, Ramadani viene celebrato per la grinta, i chilometri percorsi (primo in Serie A), il carisma nello spogliatoio e la capacità di trascinare la curva. C’è chi lo considera un vero uomo simbolo del Lecce. Tutti vogliono confermarlo.
L’opinione di Baccassino. (divaga) Sentendo tutti questi voti alti mi chiedo: ma stiamo in Coppa Uefa?
MVE: 7.5
Lassana Coulibaly
Incommendabile. Opinione molto positiva e compatta. Considerato il miglior centrocampista del Lecce, decisivo soprattutto nella prima parte della stagione e nel tandem con Ramadani. L’unica critica ricorrente riguarda il suo utilizzo in posizione avanzata, dove avrebbe avuto più senso schierare qualcun altro lasciandolo in linea con Ramadani.
L’opinione di Baccassino. Non ero così impreparato da quando c’era l’interrogazione di greco.
MVE: 8
Oumar Ngom
Altalenante. Opinione quasi unanimemente perplessa. Tutti si aspettavano di più da lui, considerato anche l’investimento. È descritto come un “oggetto misterioso”, tecnicamente dotato secondo alcuni, ma mai in grado di incidere con continuità. Il giudizio è ulteriormente complicato dal posizionamento tattico a nostro avviso discutibile scelto da Di Francesco. Partito fortissimo, si ricordano le frasi del suo vecchio allenatore in Portogallo, che l’ha paragonato a Hjulmand.
L’opinione di Baccassino. Questa è in dialetto. Colto di sorpresa, il Maestro esclama:
– Ci?
– Ngom!
– Basta.
MVE: 6
Nikola Stulic
“Allora sei sano!” (Cit.). Opinione divisa ma con attenuanti condivise. Tutti riconoscono che non sia stato messo nelle condizioni ideali – giocare da unica punta in un sistema non congeniale a lui – e che i quattro gol realizzati abbiano avuto un peso specifico altissimo (nove punti che potevano essere dodici se si conta il suicidio con il Parma). Il gol di Reggio Emilia al 96° è citato da tutti come uno dei momenti simbolo della stagione. I Crifiu gli assegnano un bel 10 per la generosa partecipazione al singolo “Willy”.
L’opinione di Baccassino Io avrei delle battute in serbo per lui. Solo che riderebbe solo lui perché sarebbe l’unico a capirle…
MVE: 6.5
Konan N’Dri
Ingestibile Opinione brevemente espressa e quasi uniforme sul “sei”, con qualcuno che lo definisce “ingestibile”. Si riconosce che i due gol siano stati più decorativi che incisivi, ma il rendimento complessivo è considerato al di sotto delle attese.
L’opinione di Baccassino. Ai Crifiu che si chiedono se si svegli prima lui o Gallo, Baccassino risponde che il ragazzo ha avuto un po’ di difficoltà ma poi si è dato una sveglia.
MVE: 6
Lameck “Pippi” Banda
Il brutto anatroccolo. Opinione divisa, ma con una netta prevalenza di giudizi positivi nella parte finale del dibattito. Il punto di partenza è la lunga fase di critica nei suoi confronti (“Sparpagliapapare”), poi la svolta degli ultimi mesi — cinque gol, capocannoniere del Lecce — ha convinto quasi tutti. Chi è più critico ricorda la sua tendenza ad intestardirsi nel dribbling e la partita col Parma come nadir stagionale. Chi è più entusiasta lo vede già come possibile bandiera e teme che venga ceduto per una plusvalenza..
L’opinione di Baccassino. Vi aspettereste una cosa tipo “Alla fine suona la Banda”, e invece i suoi critici, ne ha avuti tanti, gli dicevano: “Per favore abBanda!”.
MVE: 7.5
Santiago Pierotti
Leader tecnico. Opinione divisa tra chi ne apprezza il lavoro oscuro e la duttilità, e chi lo considera un giocatore di pura quantità mai pienamente compiuto. La definizione “Luis Figo dell’Eurospin” circola tra le risate. C’è consenso sul fatto che renda molto meglio come esterno basso che come esterno offensivo, e che abbia sofferto l’assenza di Kristović che l’anno prima gli apriva gli spazi.
L’opinione di Baccassino. Ho difficoltà a ricordare il nome: Protti? (Saluto e rispetti doverosi al bomber)? Peruzzi? Pirotti? Punta Perotti? Mah.
MVE: 7
Walid Cheddira
Leader tecnico. Opinione abbastanza positiva ma condizionata dalla lentezza con cui è entrato in forma. Si ricordano il gol e l’assist a Pisa come momenti di qualità, e la scena post-partita finale che ha conquistato la platea. In tanti lo riscatterebbero.
L’opinione di Baccassino. Un grandissimo senza briglie, campione della discesa libera, ci ha fatto sognare, Ghedina!
MVE: 7
Francesco Camarda
“È vagnone”. La giovane età e l’infortunio alla spalla hanno condizionato la stagione di un ragazzo che sembra avere un grande futuro davanti e che ha portato l’acqua al mulino come ha potuto, cercando di sfruttare le opportunità concesse dal mister.
L’opinione di Baccassino. Il Maestro non si esprime
MVE: 6.5
Riccardo Sottil
Incompiuto. Il gol vittoria a Parma e due assist per una stagione in cui le promesse non sono state mantenute. Un peccato perché nella penuria di qualità in avanti, Sottil avrebbe potuto pesare eccome. Scomparso dai radar molto presto, situazione confusa tra infortuni e presunti litigi.
L’opinione di Baccassino. Il Maestro non si degna. Come per Sottil, “non gli va”.
MVE: 6
BONUS_ Flip Marchwinski
NON ESISTE! Caso a sé. Unanime sconcerto per l’assoluta assenza in campo: circa 10 minuti totali in un’amichevole col Nizza, nonostante un investimento di circa 6 milioni. Nessuno riesce a spiegare il perché. C’è chi gli avrebbe dato più spazio almeno nella sconfitta 3-0 con l’Atalanta. Il giocatore è diventato un simbolo grottesco della cattiva gestione del mercato.
L’opinione di Baccassino. “Era talmente assente da essere presente nei miei pensieri.”
MVE: non pervenuto
Eusebio Di Francesco
Quadro generale: Opinione divisa ma con prevalenza positiva al netto dei risultati. Tutti concordano su alcune criticità: le scelte tattiche discutibili (mai le due punte), alcune sostituzioni incomprensibili, la difficoltà a leggere le partite in corso. Ma tutti riconoscono anche che abbia costruito un gruppo coeso con un organico al di sotto della media, ottenendo il record storico di punti e vittorie del Lecce in Serie A. Luceri racconta che ha capito che il Lecce si sarebbe salvato quando Di Francesco ha usato il termine “prestativo” riferendosi alla qualità eccezionale del livello prestativo della squadra. Il termine, di barioniana memoria, torna nelle interviste che contano.
L’opinione di Baccassino. Di Francesco è un allenatore di origini abruzzesi, ex bandiera della Roma. Che ha allenato con un discreto successo, come accaduto con il Sassuolo. Inizio promettente, poi barbabietole da zucchero, vassalli, valvassini e valvassori, globalizzazione.
MVE: 7
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