Verso Inter – Lecce, Di Francesco: “Esaltarsi per la sfida senza negatività!”

Alla vigilia della sfida di San Siro contro l’Inter, che domani, 14 gennaio, inaugurerà la doppia trasferta milanese, Eusebio Di Francesco si presenta in conferenza stampa con il tono di chi ha metabolizzato una sconfitta dolorosa ma non intende lasciarsi trascinare dalla negatività.

Il Lecce arriva alla gara dopo il ko contro il Parma, maturato nonostante una prestazione giudicata dallo stesso allenatore “importante” per almeno un’ora di gioco. Ed è proprio da lì che Di Francesco vuole ripartire.

“La squadra sta bene”

“Fisicamente il Lecce sta bene, come dimostrato in campo, mentre sul piano mentale resta l’amarezza per errori ed episodi che hanno compromesso il risultato. Forse li ho caricati troppo – ammette – o forse quando li carichi poi sono scarichi. Serve equilibrio”. Il concetto chiave è l’attenzione: nei momenti decisivi il Lecce è stato “troppo impulsivo, troppo aggressivo quando non serviva. Errori che devono diventare lezione”.

Contro l’Inter serve l’impresa

Quando il discorso si sposta sulla partita con l’Inter, Di Francesco evita slogan e promesse irrealistiche. Sa bene che di fronte ci sarà “una squadra con grosse potenzialità”, il miglior attacco del campionato contro il meno prolifico. “Serviranno compattezza, sacrificio, capacità di soffrire. Ma non solo. Non possiamo limitarci ad aspettare – spiega – dobbiamo anche sorprenderli, offenderli”.

È qui che emerge l’idea di una partita da giocare con coraggio, non con rassegnazione.

Le “scorie” post – Parma

Il tema mentale torna con forza quando si affronta l’episodio dell’espulsione di Gaspar contro il Parma. Di Francesco parla apertamente di “frustrazione, di errori che non ci possiamo permettere”, ma rifiuta l’idea di una squadra fragile o senza carattere. “Non posso condannarli per l’atteggiamento e la voglia di fare la partita”, dice, chiedendo però “una prova concreta di maturità: solidità, unità, capacità di restare dentro la gara anche nei momenti difficili”.

Il Lecce non deve sentirsi “sbagliato”

Sul piano tattico, l’allenatore non scopre le carte. Qualche accorgimento ci sarà, soprattutto sugli esterni, dove l’Inter costruisce gran parte della sua forza offensiva. Ma Di Francesco tiene a chiarire un punto fondamentale: “il Lecce non deve sentirsi ‘sbagliato’”. Anzi, rivendica quanto di buono è stato fatto nelle ultime gare, ricordando come contro il Parma, nei primi 60 minuti, fosse proprio il Lecce la squadra più vicina al raddoppio.

Esaltarsi senza negatività

Il passaggio più significativo a nostro avviso arriva sulla nostra sollecitazione, quando si parla di punti da cercare contro le grandi. Qui Di Francesco alza lo sguardo oltre la contingenza tattica e tocca una corda più profonda: “Ai ragazzi ho detto che bisogna crederci sempre. Il risultato è dietro l’angolo. La Serie A, spiega, è fatta di episodi, di dettagli che possono cambiare tutto in un attimo. Ma proprio per questo serve un atteggiamento diverso: attenzione triplicata, sì, ma anche fiducia. Dobbiamo vivere con l’esaltazione di poter fare la partita e non con la negatività che spesso sovrasta il nostro modo di pensare”. Non paura dell’Inter, dunque, ma esaltazione della sfida. La stessa che serve per giocare partite come questa, contro avversari superiori sulla carta ma non per questo imbattibili.

L’aspetto tattico

Tra assenze (Camarda out oltre al lungodegenti Berisha), squalifiche (Banda, Siebert, Ramadani) e rientri (Morente), Di Francesco deve rimodellare la difesa: Siebert sicuro del posto in vece di Gaspar e Gallo probabile vicecapitano al posto di Ramadani. Sarà una difesa a cinque con due esterni bassi o con un centrocampo più folto? Davanti sono improbabili degli stravolgimenti riguardo una doppia punta, persino guardando al mercato, dove il mister chiude il discorso con un riferimento alla fiducia nel lavoro di Corvino.

Servirebbe un Mertens…

Finora allergico agli stravolgimenti, Di Francesco ventola ipotesi esotiche, rievocando il Napoli di Sarri “che ebbe il merito e la fortuna di pescare un grande Mertens!”.

Già ma chi potrebbe essere il sottopunta o falso nove ideale per i giallorossi? Sono due i nomi fatti da Di Francesco, ma non sappiamo se c’era dell’ironia: N’Dri e Pierotti, due giocatori con caratteristiche estremamente differenti, con il secondo non nuovo al ruolo, soprattutto nel passato argentino, ma anche in brevi e fondamentali passaggi dell’era Gotti.

La prestazione, ribadisce, “deve essere il punto di partenza. Perché se è vero che il risultato conta, è altrettanto vero che, senza il coraggio e l’esaltazione di provarci, contro squadre come l’Inter non si va da nessuna parte”.