Ecco tutti i premi della XXVI edizione del Festival del Cinema Europeo, che si chiude a Lecce dopo otto giorni di sale gremite, entusiasmo diffuso e oltre duecento titoli in programma. Questo conferma la manifestazione – diretta da Alberto La Monica – come uno degli appuntamenti più vitali del panorama cinematografico continentale. Un’edizione intensa, segnata da omaggi, incontri e un forte richiamo alla responsabilità culturale e civile del cinema.

White Snails conquista l’Ulivo d’Oro

Il premio principale del Concorso Lungometraggi, l’Ulivo d’Oro – Premio Cristina Soldano, va a White Snails di Elsa Kremser e Levin Peter. La giuria, presieduta da Lene Børglum, ha riconosciuto nel film la capacità di dar voce a «due anime invisibili» immerse in un mondo soffocante. Hanno trovato nella regia delicata e nell’autenticità degli attori non professionisti la forza per affrontare la poetizzazione della morte e le inquietudini del presente.
Il Premio Speciale della Giuria va invece a The Pupil di Karin Junger, apprezzato per la lucidità con cui indaga le dinamiche della manipolazione. Il film si sostiene grazie all’intensità dei protagonisti e alla regia rigorosa.
Tra i riconoscimenti tecnici spiccano il Premio per la Migliore Fotografia a The Love That Remains di Hlynur Pálmason. Questo premio sottolinea la capacità di fondere paesaggio e intimità emotiva in un’unica visione. Inoltre, il Premio per la Migliore Sceneggiatura va a What Marielle Knows di Frédéric Hambalek. È lodato per l’uso di un dispositivo fantastico che illumina con precisione le contraddizioni familiari.
Tre riconoscimenti per The Love That Remains
Il film islandese di Pálmason è tra i protagonisti dell’edizione. Ha vinto anche il Premio FIPRESCI e il Premio Cineuropa per la capacità di intrecciare quotidianità, natura e impermanenza con uno sguardo radicale e poetico.
La forza delle interpretazioni e della critica
Il Premio SNGCI alla migliore attrice europea va a Claud Hernandez per When a River Becomes the Sea di Pere Vilà Barceló. È un ruolo interpretato con intensità misurata e profondità emotiva, in equilibrio fra rabbia, fragilità e memoria di un trauma.
Il Premio della Critica SNCCI torna invece a What Marielle Knows. È riconosciuto per la sua feroce lucidità nel rivelare le ipocrisie dei rapporti di coppia attraverso lo sguardo di una figlia.
Il Premio del Pubblico va a The Son and the Sea di Stroma Cairms.
Puglia Show e i giovani sguardi
La sezione dedicata ai cortometraggi pugliesi vede trionfare Eggplant di Luigi Imola. È premiato per la forza narrativa e la maturità del linguaggio filmico. Inoltre,Quand tu dors di Salvator Rosa e Pierluigi Rosa riceve il Premio Unisalento per la costruzione visiva perturbante. Sette settimane di Enrico Acciani ottiene il Premio Rai Cinema Channel per la sensibilità con cui affronta il tema dell’interruzione di gravidanza.
I premi speciali: tra impegno civile e attenzione al reale
La XVI edizione del Premio Mario Verdone premia Greta Scarano per La vita da grandi. Le viene riconosciuta la delicatezza con cui porta sullo schermo il tema dell’autismo e dell’inclusione.
Il Premio Emidio Greco va a Pizza Flash di Luca Guanci. È un cortometraggio capace di integrare con coerenza tutte le componenti del linguaggio cinematografico in un racconto che rispecchia le tensioni del presente.
Per la sezione Cinema&Realtà, la Menzione Speciale Cinecittà News viene assegnata a We Are the Forest Enclosed by the Wall di Oliver Ressler. Questo documentario intreccia ecologia, resistenza collettiva ed empatia verso il vivente.
Il Premio Rotary Club Lecce va a Come fosse luce di Corrado Punzi. La storia di una squadra di calcio formata da persone non vedenti rappresenta l’emblema del motto “We serve”.
Un festival che guarda al futuro e difende la memoria del territorio
Oltre ai film, l’edizione 2025 è stata segnata dagli omaggi a Lars von Trier e Saverio Costanzo, accolti da un pubblico partecipe e attento.
Il Festival ha inoltre rinnovato il proprio impegno verso la sostenibilità. Sostiene la Rete CLETUS nella denuncia contro la dispersione del legno d’ulivo. Non a caso, i premi di quest’anno sono stati realizzati da Michele Amato di Mikama Gioielli e dal maestro Fabrizio Mastrogiovanni. Sono anche un omaggio alla materia identitaria del territorio.
Le parole del direttore
«Una delle edizioni più partecipate e significative degli ultimi anni», ha dichiarato Alberto La Monica. Ha sottolineato come il cinema resti un luogo vitale di «confronto, emozione e riflessione». La Monica ha ricordato l’importanza delle opere che affrontano temi urgenti – inclusione, sostenibilità, cronaca –. Inoltre, ha rimarcato l’impegno del Festival a costruire «ponti tra il pubblico e le storie che contano».



