Verso Lecce-Juventus, DiFra: «La partita si gioca sulla nostra capacità di crederci»

Verso Lecce-Juventus, Di Francesco non fa calcoli: «La partita più importante è quella di domani. Io devo mettere in campo la squadra che ritengo migliore per poter far male alla Juve». È questa la linea scelta dall’allenatore del Lecce alla vigilia della sfida del Via del Mare, in cui il tecnico ha respinto ogni discorso sui diffidati, sul calendario e perfino sui risultati delle concorrenti nella corsa salvezza.

Partita dall’altro coefficente di difficoltà

Di Francesco ha insistito soprattutto sull’atteggiamento che servirà contro una Juventus definita «dal coefficiente di difficoltà altissimo». Il tecnico ha spiegato di aver visto una squadra «determinata» e consapevole della necessità di partire dalla prestazione: «Contro una squadra come la Juve dobbiamo fare una gara non di alto livello, ma di altissimo livello». Un concetto ribadito più volte, anche quando ha parlato della crescita recente del Lecce, reduce da tre risultati utili consecutivi. Per l’allenatore, la continuità ottenuta nelle ultime settimane non è casuale: «Con le grandi ce la possiamo giocare alla grande. Questa convinzione deve crescere».

Manca il colpaccio con le grandi

Nel ragionamento dell’allenatore c’è anche il tema della maturità mentale. Di Francesco ha ricordato alcune gare perse contro squadre di vertice, indicando negli episodi uno dei fattori decisivi della stagione: «Col Napoli abbiamo sbagliato un rigore prima del loro gol. Tante volte le partite girano così». Ma al tempo stesso ha chiesto alla squadra maggiore convinzione nei propri mezzi, soprattutto nei momenti decisivi della partita.

Il ritorno al gol degli attaccanti

Un altro punto centrale della conferenza ha riguardato il lavoro offensivo. Di Francesco non ha negato le difficoltà della squadra nella scelta finale, ma ha difeso il percorso fatto: «L’importante è creare più possibile». Il tecnico ha spiegato che il Lecce ha lavorato molto sulla lucidità negli ultimi metri e sulla qualità delle decisioni in zona gol. Da questo punto di vista ha citato più volte Pierotti, definendolo un giocatore che «può diventare devastante» se riuscirà a migliorare continuità e scelte nell’ultimo passaggio.

Anche Banda è stato al centro dell’analisi. Di Francesco ha evitato bilanci definitivi, rinviando ogni giudizio a fine stagione, ma ha riconosciuto la crescita dell’esterno: «Sta trovando con maggiore continuità la via della rete». L’allenatore ha sottolineato soprattutto i miglioramenti nell’atteggiamento e nell’attenzione tattica, spiegando che il giocatore «deve essere ancora più convinto dei suoi mezzi».

Tra i singoli, spazio anche a Cheddira, reduce dal gol di Pisa. Di Francesco lo vede più integrato nel sistema di gioco: «Sta conoscendo meglio i compagni e i compagni conoscono meglio lui». Poi una battuta che racconta bene il clima con il gruppo: «Mi auguro che pianga ancora», riferendosi alle lacrime di gioia dopo l’ultima vittoria.

La corsa salvezza

Quando il discorso si è spostato sulla corsa salvezza, Di Francesco ha scelto una posizione netta. Nessuna attenzione alle avversarie dirette, almeno pubblicamente: «Dobbiamo concentrarci su noi stessi». Per il tecnico, il Lecce ha bisogno soprattutto di consolidare le proprie certezze tecniche e caratteriali. In questo senso, il dato dei due gol su azione segnati a Pisa è stato indicato come un passaggio importante: «Abbiamo bisogno del gol come il pane per arrivare all’obiettivo finale».

«Un anno importantissimo per tutti, compreso me»

Nella parte finale della conferenza, Di Francesco ha parlato anche del suo staff e del collaboratore storico Nicola Caccia, definito «una sorta di fratello». Ma è soprattutto un altro passaggio a spiegare il peso della stagione che il tecnico sente sulle spalle: «È un anno importantissimo per tutti, compreso il sottoscritto».

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