
DiFra schiera la stessa formazione di Firenze. Nel primo tempo Banda e Berisha provano a illuminare, ma senza concretezza. Un Verona tosto prova a beffare i giallorossi, ma il punteggio non si schioda. Nella ripresa tardivi i cambi con Sottil, Pierotti e Camarda che danno brio alle manovre offensive. Episodio analogo al rigore tolto una settimana fa alla Fiorentina. Stavolta tocca al Lecce subire il dietrofront. Con tanti dubbi.

Un tiro di Banda fa volare Montipó
Primi minuti con supremazia territoriale gialloblù, ma la prima azione pericolosa è di Banda: doppia finta in area sulla sinistra e conclusione debole preda del portiere. Peccato, perché c’era Gaspar solo centralmente in area. Pecca di egoismo anche Berisha, quattro minuti dopo, non servendo Morente lanciato verso l’area e tentando un improbabile tiro ribattuto dalla difesa. Al 13° ancora pericolosi i giallorossi, ma Stulic in area non sfrutta il cross di Gallo e appoggia la palla di testa ai difensori scaligeri, un minuto dopo è solo esterno della rete per Berisha, liberato in area da una combinazione Veiga-Morente.
È proprio Morente, invece, che al 15° non sfrutta un impeccabile lancio di Berisha involandosi verso l’area, ma toccando il pallone una volta di troppo per il fulmineo recupero di Bradaric. Il Verona prova a recuperare terreno e a non farsi schiacciare e al 20° la combina grossa Gaspar perdendo palla al limite dell’area. Ne approfitta Belghali che si decentra, resiste al ritorno di Gaspar, ma spara sull’esterno della rete.
Il Lecce torna in attacco al 23° con Banda che si invola sulla sinistra, si accentra e prova il piazzato a girare: vola Montipò. Un minuto dopo dalla parte opposta è Orban a ritrovarsi il pallone tra i piedi in piena area, ma va in confusione e si fa recuperare. Sempre suo il guizzo al 28°: calcia di destro in diagonale fra due difensori, ma è pronto Falcone a respingere. Al 36° Banda lanciato in area sbaglia il servizio in mezzo e arriva la prima ammonizione al 40° per Coulibaly, mentre Berisha prova a far venire giù il “Giardiniero” concludendo a palombella da 50 metri. Montipò recupera senza grandi affanni. All’ultimo minuto brivido-Gaspar che devia pericolosamente in angolo un innocuo cross in mezzo (tanti errori oggi per l’angolano). Si va al riposo senza occasioni clamorose e con porte inviolate.

Sottil, Camarda e Pierotti provano a svoltare il match
Secondo tempo che inizia con predominio giallorosso, ma nei primi 10 minuti c’è solo un tiro in area di Berisha murato da un difensore. Per il resto tanti cross del tutto innocui. Bisogna aspettare il 65° per vedere un tiro in porta del Lecce: conclusione deviata di Stulic dal limite, si salva col piede Montipò. Tre minuti dopo è il Verona a farsi pericoloso: Orban mette in mezzo per Belghali che, disturbato da Gallo, non trova la coordinazione e il pallone finisce docile a Falcone.
Il Lecce prova a fare la partita, ma c’è penuria di sbocchi e abbondanza di noia. Manca l’episodio che possa svoltare l’andamento compassato del match. In mezzo al nulla arriva un caso come quello di Firenze, rigore stavolta per il Lecce per fallo di Bella-Kotchap su Camarda, ma davanti allo schermo del Var Abisso decide che il difensore è arrivato per primo sul pallone. Niente penalty ma tanti dubbi perché il difensore sembra prendere palla e piede di Camarda in contemporanea. Si va avanti: all’83° tiro da fuori di Camarda e indecisione di Montipò, che però poi salva in tuffo su Pierotti. E proprio gli ingressi di Pierotti, Camarda e Sottil danno linfa nuova al Lecce. Ancora Sottil e Camarda ci provano all’85° ma i loro tiri non hanno fortuna, uno respinto da Montipò e l’altro murato dalla difesa. Brivido all’89°: palo pieno di Niasse dal limite dell’area, ma azione annullata per precedente fuorigioco. Grande chiusura in area di Gaspar invece su Belghali al 92°, con le squadre stremate e lunghissime. Cinque minuti di recupero ma non ci sono più emozioni.
Via del Mare ancora tabù. Dopo la sosta si va da Sarri
Finisce zero a zero e diventano 17 le partite del Lecce in casa con una sola vittoria (vitale, quella col Torino che valse mezza salvezza, ma sempre e solo una). Di contro si muove la classifica con l’ennesimo clean sheet di questa stagione, ma con dieci punti racimolati, appena sopra la “zona calda”. E dopo la sosta si va a Roma, sponda Lazio, per una trasferta a dir poco ostica
