La riflessione della sera del 2 settembre, guardando in televisione la Nazionale Italiana di basket giocare contro la Spagna campione in carica, nell’ambito della fase a gironi dei Campionati Europei di basket, in corso a Cipro, era quella di un gruppo compatto, guidato da un coach grintoso, che non molla mai.
Partenza choc degli azzurri, sotto di 13 contro in campioni in carica spagnoli, guidati in panchina dal coach italiano Sergio Scariolo, che avrebbe freddato chiunque ma non gli uomini di coach Pozzecco, bravi a salire in cattedra uno dopo l’altro ed a mettere a servizio della squadra, ognuno le proprie doti.
I centimetri sotto le plance del centro Diuof, i rimbalzi e le stoppate di Niang, la precisione soprattutto ai tiri liberi di Spissu (oltre all’ottima regia), la dirompenza di Fontecchio, la voglia di Procida, all’esordio europeo, ben orchestrati da Pozzecco, hanno consentito la rimonta e la vittoria contro la Spagna per 67-63 ed il primo posto del girone (unitamente alla Grecia), con la qualificazione agli ottavi.
Se a ciò aggiungiamo la struggente dedica della vittoria da parte di Pozzecco al grande assente Achille Polonara (che sta combattendo contro una malattia infame), ci sono tutti gli ingredienti per appassionare i tifosi, che sanno di non avere davanti il gruppo d’oro di qualche decennio fa (Meneghin, Myers, Basile, Fucka e compagnia cantante), ma un gruppo di uomini veri, che remano tutti dalla stessa parte, guidati da un coach che non è il migliore al mondo e che colleziona più falli tecnici che cravatte, ma che crede nei suoi ragazzi, crede nel gruppo e si getterá nel fuoco per loro, se dovesse essercene bisogno.
Sono il solo a pensare che sarebbe bello vedere qualcosa di simile nel calcio, con Ringhio Gattuso alla Pozzecco ed un gruppo di giocatori che non sono fenomeni ma potrebbero essere funzionali, qualora ci credessero?

