Calore e colore. Queste le parole più usate da Pinuccio Milli per raccontare la storia della Curva Nord di Lecce. Una vicenda cominciata negli anni Settanta. Un’epoca fatta di partite viste di nascosto e amicizie nate sugli spalti. Ma anche di un’idea precisa: la rivoluzione sociale. Abbiamo aspettato l’uscita della prima delle sette puntate di “Ci nu zumpa!” per raccogliere le prime impressioni. E il podcast va che è una bomba.
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Tra passione e rivoluzione sociale

Non si parla solo di tifo. Si parla di comunità. Di un gruppo di giovani leccesi che hanno deciso di trasformare la passione per il calcio in qualcosa di più. Un’identità. Un modo di stare insieme. Un atto politico, persino. La Curva non è solo un posto dello stadio. È una bandiera.
Nel racconto di Pinuccio c’è tutto. La strada, la famiglia, la città. La politica. Gli amici. I nemici. Il calcio come motore di trasformazione. Il podcast “Ci nu zumpa! – Pino Milli e la ‘sua’ Curva Nord (1970-1990)” segue questa traiettoria. Un viaggio che parte da lontano e arriva fino all’oggi.
Il primo episodio online
Al momento in cui scriviamo, alla vigilia della pubblicazione del secondo episodio, sono oltre 3mila i download e le visualizzazioni sulle principali piattaforme sulle quali è distribuito il podcast: Spotify e YouTube. Tra impressioni positive (la stragrande maggioranza), giuste precisazioni (“Non sono infallibile” dice Milli al microfono), commenti piccati.
Ci sono tutti i presupposti per una miniserie audio di culto e da conservare a futura memoria!
Il podcast: sette puntate per raccontare un’epoca

Il progetto nasce da un’idea di Andrea Aufieri, con la partecipazione diretta di Pinuccio Milli. La redazione è curata da Patrizia Capoccia, mentre la sigla è firmata da Marco della Gatta. Le sette puntate saranno distribuite da martedì 8 luglio a martedì 29 luglio.
Il podcast si potrà ascoltare su YouTube, Spreaker, Spotify e su Twitch, dove è possibile iscriversi gratuitamente. Ogni episodio accompagnerà il ritiro estivo del Lecce a Bressanone, per unire passato e presente del tifo salentino.
I primi passi di Pinuccio e l’inizio del mito

Si parte dal movimento calcistico leccese degli anni Settanta. Il giovane Pinuccio si ingegna per entrare allo stadio. Ogni metodo è buono. L’importante è esserci. Sostenere la squadra. Vivere il momento. Sugli spalti cominciano a emergere personaggi unici. Veri simboli del tempo.
Poi la svolta. Siamo nel 1981. Quattro ragazzi, Milli, Nicola Ricci, Alessandro De Matteis e Pino Spano, decidono di fondare il Commando Ultras Curva Nord. Nasce così il nucleo del tifo organizzato a Lecce. Nasce un modo nuovo di vivere lo stadio.
Gli striscioni, le collette e la contestazione a Iurlano

Subito il gruppo si fa notare. Il primo striscione è una sfida al potere: “Iurlano lasciaci Biscia”. È la contestazione all’allora presidente del Lecce, Franco Iurlano. Ma lo stesso presidente finisce per aiutare i ragazzi, pagando la stoffa agli artigiani locali per cucire gli striscioni.
Le collette tra i calciatori diventano un modo per comprare le bacchette dei tamburi. Le nonne cuciono le pezze. Si crea un mondo. Fatto di spontaneità e allegria. Ma anche di impegno. Di scelta consapevole. La Curva Nord non è una moda. È un progetto.
Le scelte, i simboli, le rivalità

Il racconto entra nel cuore della curva. Si risponde a tante domande. Perché proprio la Curva Nord? Cosa rappresentavano Lorusso e Pezzella? Come nascono le rivalità con Bari e Casarano? Mille aneddoti compongono un affresco intenso. I protagonisti emergono vivi. Presenti.
Nel mezzo c’è anche il rapporto con Franco Iurlano, sempre al centro della scena. A volte in contrasto, a volte vicino. La curva dialoga con il potere. Ma lo fa a modo suo. Con voce forte, idee chiare e una visione autonoma.
Il punto di vista di Pinuccio
Pinuccio non si nasconde. Parla chiaro. Accetta il confronto. “Non sono infallibile, ma accetto critiche e commenti da chi quei tempi li ha vissuti davvero”. Il suo punto di vista è quello di chi c’era. Di chi ha vissuto ogni partita, ogni scontro, ogni gioia.
Le ultime due puntate vanno oltre il calcio. Si parla di eroina, di Scu, della malattia che ha colpito lo stesso Milli. Si racconta il dolore. Ma anche il riconoscimento. Tutto il tifo organizzato italiano lo ha salutato. Anche i rivali storici del Bari.
L’avvocato e il militante
L’ultima puntata si concentra sul lavoro di Pinuccio Milli come avvocato penalista. Specializzato in questioni di ordine pubblico. Ha difeso imputati legati al tifo, ma anche a movimenti come No Tav e No Tap. La sua voce non si è mai spenta.
Chiude il podcast una domanda importante. “Che cosa succede quando il Legislatore continua a reprimere, reprimere e reprimere – come sta succedendo con l’ultimo decreto Sicurezza – senza investire in altre misure culturalmente alternative?”. La risposta dà senso a tutta la serie.
“Ci nu zumpa!” è più di un podcast. È un viaggio nella memoria collettiva. È un’opera di cronaca popolare. Un documento per capire come il tifo diventa racconto, società, politica. Come quattro ragazzi hanno dato voce a una generazione.
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