Omri Gandelman si presenta al Lecce: “Garantisco intensità e qualità. Il mio modello è il brasiliano Kakà”. E nella sua vita c’è anche il basket…

Omri Gandelman si è presentato ufficialmente al mondo Lecce con la serenità di chi sa di essere nel posto giusto e con la determinazione di chi sente di avere ancora molto da dimostrare. Arrivato dal KAA Gent dopo un percorso di crescita costante tra Israele e Belgio, il centrocampista classe 2000 ha già lasciato intravedere perché il club giallorosso abbia puntato su di lui per rinforzare la trequarti.
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Le caratteristiche tecniche di Gandelman

Centrocampista offensivo mancino, alto 1,88, Gandelman porta con sé numeri importanti: 17 gol in Jupiler League in due stagioni e mezzo, 8 reti in Conference League e un primato personale di 7 marcature nella prima parte della stagione 2025/26. Un centrocampista “con il vizio del gol”, come raccontano le statistiche, ma anche un giocatore abituato a reggere ritmi elevati e palcoscenici internazionali.

“La Serie A? Contento di questo viaggio”

La Serie A, però, è tutta un’altra storia. E Gandelman lo sa bene. “Sono contento di iniziare questo mio viaggio qui – ha spiegato nella sua prima conferenza stampa – ho apprezzato la squadra, l’ambiente e i compagni. I direttori e il club mi hanno invogliato a fare del mio meglio per raggiungere l’obiettivo prefissato”.

Nonostante il poco tempo a disposizione per ambientarsi, il centrocampista israeliano-portoghese è stato subito catapultato nel campionato più tattico d’Europa, affrontando avversari del calibro di Inter e Milan. Un impatto non semplice, ma che non ha scalfito la sua fiducia.

“La Serie A è diversa dal campionato belga. La seguivo da tempo, sognavo di giocare in Italia. Ho visto alcune partite del Lecce prima di venire qui e mi sono adattato subito. So di poter dare molto”.

Visione di gioco e inserimenti offensivi

Parole che trovano riscontro nel suo profilo tecnico: trequartista di ruolo, ma capace di interpretare anche compiti box to box, Gandelman abbina visione di gioco e inserimenti offensivi a una fisicità che gli consente di reggere i duelli. Se in passato la fase difensiva non era il suo punto di forza principale, il lavoro con Eusebio Di Francesco sembra andare proprio in quella direzione.

Il rapporto con mister Di Francesco e con i compagni

“Continuo a imparare con il mister. So cosa si aspetta da me e per questo voglio lavorare sia offensivamente sia difensivamente per aiutare il Lecce”.

Un rapporto di fiducia reciproca, costruito anche grazie a un inserimento facilitato da uno spogliatoio accogliente e da uno staff presente: “Il mister mi ha parlato tanto durante gli allenamenti, spiegandomi come dovevo giocare. I compagni mi sono venuti incontro e lo staff è stato molto disponibile. È tutto da imparare”.

Dopo l’ottima prestazione contro la Lazio, per il Lecce arriva ora una sfida chiave sul campo del Torino. Gandelman la vive con emozione, ma anche con consapevolezza.

“In Serie A non ci sono partite facili. Contro la Lazio abbiamo fatto una grande prova, dobbiamo prendere il positivo e faremo di tutto per portare a casa i tre punti”.

Il Brasile, Kakà e il basket

Dietro il professionista c’è anche una storia familiare segnata dallo sport. Il padre, ex giocatore di basket di origini brasiliane, ha trasmesso a Omri una mentalità competitiva e una passione viscerale per il calcio: “In Brasile tutti amano il calcio, in casa si respirava aria di sport. È una questione di mentalità. E non è un caso che il mio modello sia Kakà”.

Mentalità, intensità e qualità: tre parole che sembrano riassumere al meglio l’identikit di Omri Gandelman. Il Lecce ha scommesso su un centrocampista già maturo, ma ancora in piena crescita. E lui, con lucidità e ambizione, ha già iniziato a ripagare quella fiducia.

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