«Una nuova era»: al varo il Lecce sotto la direzione di Stefano Trinchera. Cosa aspettarci?

Il presidente Sticchi Damiani ha ricostruito passo per passo il percorso che ha portato alla nomina del nuovo responsabile dell’area tecnica della prima squadra. Il vicepresidente Liguori: «Parte integrante dei successi». Il ds: «Non deluderò nessuno».

Le prime parole di Trinchera nel suo nuovo ruolo

«Ho sposato sempre la linea del fare piuttosto che quella dell’apparire. Non ho mai rincorso meriti o riconoscimenti personali. Chi mi conosce sa che sono sempre stato al mio posto.» Sono le parole con cui Stefano Trinchera ha scelto di presentarsi alla conferenza stampa che ha sancito ufficialmente l’inizio di una nuova era per il Lecce. Un’era senza Pantaleo Corvino, il direttore dell’area tecnica che per sei anni ha plasmato l’identità tecnica del club giallorosso, e con Trinchera stesso promosso ora «sul campo» con piena autonomia e, di conseguenza, piena responsabilità. «Considero questa forse l’occasione più bella della mia vita», ha detto.

«Completamente impreparati all’addio di Corvino»

La conferenza stampa, convocata all’hotel «President-Le Mercure» con una presenza particolarmente numerosa di giornalisti, è cominciata dal racconto di ciò che è accaduto all’indomani di Lecce-Genoa, l’ultima partita di campionato che ha sancito la quinta permanenza di fila in Serie A per i giallorossi, ma era doveroso anche un passaggio sui giorni di silenzio su Trinchera.

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha voluto ricostruire ogni passaggio: «Per assoluta trasparenza mi piace che il percorso che ci ha portato a questa scelta sia spiegato e sia il più lineare possibile».

Le dimissioni di Corvino arrivano tra il martedì e il mercoledì successivi alla partita con i grifoni. Una notizia che il presidente definisce senza giri di parole: «Ci siamo trovati tutti quanti piuttosto disorientati e impreparati, completamente impreparati». Una sorpresa tanto più bruciante, spiega, perché mesi prima era stato siglato un rinnovo contrattuale per altri due anni oltre quello in corso: «Ci sta, quando arriva il tema della stanchezza, della fatica, bisogna fermarsi e rispettare le scelte di una persona che ha dato tantissimo a Lecce. Però rimane il fatto che ci siamo trovati tutti piuttosto disorientati».

I tentativi di farlo desistere non sono mancati. Prima una telefonata, poi un incontro con i soci nel weekend, infine un ultimo tentativo personale del presidente il lunedì successivo. Niente da fare. Corvino aveva deciso.

Dopo le dimissioni di Corvino, due telefonate

Appena compresa l’irrevocabilità della scelta, Sticchi Damiani racconta di aver fatto due telefonate. La prima a Di Francesco: «Caro mister, in virtù delle dimissioni di Pantaleo, ho bisogno prima di sciogliere il nodo del direttore sportivo». 

La seconda, immediata, a Trinchera: «Ho trovato Stefano un po’ nel mio stesso stato d’animo». Trinchera chiede qualche giorno di riflessione, e la ragione che adduce dice molto di lui come persona: voleva capire cosa fosse accaduto, per rispetto verso Corvino, verso il maestro che lo aveva voluto con sé cinque anni prima. «Giustamente mi ha detto che voleva fare una riflessione per capire meglio cosa fosse accaduto».

È in mezzo a queste riflessioni, mentre Sticchi Damiani contattava Sogliano, che l’ormai ex Corvino diceva invece una frase sibillina agli studenti dell’UniSalento che ascoltavano la sua lezione di chiusura del corso per direttore sportivo: «La speranza – riguardo chi gli chiedeva di Trinchera – è che uno possa portare con sé le persone che già sanno quello che si vuole e come si lavora».

Sticchi Damiani racconta intanto di aver suggerito a Trinchera che quello scrupolo, per quanto onorevole, era forse eccessivo: «Mi sono permesso di dirgli che essendoci stata una conclusione di un rapporto non in maniera traumatica, ma perché legittimamente una persona è arrivata a un momento di stanchezza». Trinchera ascolta, metabolizza, e qualche giorno dopo richiama. Ha deciso di andare avanti.

L’unico incontro esterno: Sogliano a Milano

Nel frattempo il presidente aveva fatto, per sua stessa ammissione, una sola esplorazione esterna. Un incontro a Milano, nel suo studio, con Sean Sogliano, figura con cui intrattiene da anni un rapporto di stima e amicizia. «Scegliere una figura così delicata aprendo un casting all’improvviso a giugno è una cosa che non porta da nessuna parte», spiega, per motivare la scelta di non aprire a ulteriori candidature. Sogliano è, però, indisponibile: vincolato al Verona sia contrattualmente che moralmente, non se la sente di lasciare una squadra appena retrocessa in Serie B. I due si lasciano con un accordo informale: ci si sarebbe risentiti solo se il Verona l’avesse in qualche modo lasciato libero, cosa che poi non è accaduta, avendo gli scaligeri rinnovato il contratto al loro diesse.

Trinchera, però, alza il telefono e si mette a disposizione. A questo punto il presidente, ben contento della risposta, gli chiede se avesse preferito andare avanti col vecchio modello, cioè una figura generale di coordinamento alla Corvino, o di prendersi lui il pieno incarico, opzione preferita dai soci. La risposta non si fa attendere: «Presidente, io mi sento di poter essere il responsabile della prima squadra». Da quel momento, spiega il presidente, è inutile qualsiasi altro contatto esterno.

Una promozione sul campo

Sticchi Damiani tiene a precisare la natura di questa nomina. Non è una scelta di ripiego, non è una promozione per comodità o per mancanza di alternative: «Questa promozione è una promozione sul campo ed è una promozione che si è profondamente meritata». E ancora: «I talenti e i dirigenti che abbiamo cresciuto in casa nostra non hanno niente da invidiare a qualche nome di quelli che in questi mesi possono circolare con riferimento a qualsiasi squadra, anche a squadre importanti».

Il punto, per il presidente, è che il contributo di Trinchera in questi anni è stato spesso sottovalutato dall’esterno, e il motivo è paradossalmente il carattere stesso del protagonista: «A volte non si è avuta la piena percezione del ruolo di Stefano solo per il grande garbo e la grande educazione, che per rispetto dei ruoli e per rispetto soprattutto del Lecce si è sempre presentato in punta di piedi. Ma non ha operato in punta di piedi, ha operato sempre da protagonista».

Il vicepresidente Corrado Liguori, intervenuto brevemente ma con toni caldi, ha completato il quadro: «È la giornata di Stefano, oggi, una persona per bene, un professionista di livello, cresciuto in casa. Dei nostri successi Stefano è stato parte integrante, ha avuto un ruolo determinante». E ha ricordato che il legame tra Trinchera e il club risale agli albori: era lui il primo ds quando la proprietà subentrò nel novembre 2015.

Il nuovo organigramma

Il modello adottato è diverso da quello precedente. Trinchera non avrà un superiore gerarchico nell’area tecnica, ma sarà affiancato da figure di supporto selezionate con la stessa logica della valorizzazione interna. Fabio Piluso, finora impegnato principalmente sulla Primavera ma spesso coinvolto nelle valutazioni della prima squadra, assumerà la responsabilità dello scouting su entrambi i livelli. Rosario Imparato, segretario tecnico di grande competenza, viene reintegrato con piene funzioni. Claudio Vino, storico collaboratore del club, è stato rinnovato e assumerà in pieno il suo ruolo di team manager: «L’idea è di non dare pensieri al direttore, che deve scegliere i giocatori che ci devono permettere di salvarci», ha sintetizzato il presidente con la consueta franchezza. Il settore giovanile, invece, tornerà a un modello più tradizionale con un proprio responsabile dedicato, che verrà presentato nei prossimi giorni.

Trinchera: «Non sono spaventato, sono entusiasta»

Quando è toccato a lui parlare, Trinchera ha scelto ancora una volta la strada della sobrietà. Ha ringraziato il presidente, il vicepresidente, i soci. Poi ha parlato del Lecce come di una famiglia, ricordando di esserci «nato e cresciuto da ragazzino». Ha rivolto parole di profonda gratitudine a Corvino: «Lui ha creduto fortemente in me, mi ha arricchito e valorizzato sotto tutti i punti di vista. È stato per me un punto di riferimento incredibile. Mi ha valorizzato e migliorato a livello umano e professionale e sarò grato a lui per tutta la vita».

Poi ha alzato lo sguardo sul presente. «Oggi inizia un nuovo corso con un’investitura impegnativa per me, molto impegnativa. Però non sono spaventato, anzi sono molto motivato, sono entusiasta». Ha ricordato cinque anni di battaglie in trincea, di salvezze ottenute «con grande sacrificio» e sempre «facendoci rispettare dagli avversari». Ha citato i numeri: cinque anni consecutivi in Serie A per una squadra con la dimensione del Lecce non sono un caso, sono il risultato di un sistema. «Per mantenere la categoria per 5 anni di fila vuol dire che gli avversari hanno toccato duro».

Ha concluso con un impegno preso pubblicamente: «Ho il dovere, avrò sempre il dovere di dire in faccia la verità a tutti voi. Conoscendo la nostra dimensione e la nostra realtà, non mi piace buttare fumo negli occhi a nessuno. Creare false aspettative è la cosa più sbagliata possibile». E con un pensiero affettuoso a Graziano Fiorita, figura scomparsa che gli era stata vicina anche nei momenti difficili e che, ha detto, sente «dall’alto fare il tifo» per lui.

Il mercato, la sostenibilità e lo stadio

Sul mercato, Sticchi Damiani ha ribadito la cornice strutturale entro cui il club opera: «Il Lecce senza plusvalenze è strutturalmente in perdita. Un Lecce che non fa nessuna cessione in Serie A perde tra i 15 e i 16-17 milioni senza nessuna operazione». Una perdita che viene definita “fisiologica” e che altri club colmano con l’indebitamento, strada che il Lecce ha scelto di non percorrere. Le cessioni ci saranno, ma solo quelle «che è impossibile non fare», non quelle imposte dall’emergenza finanziaria.

Su Di Francesco, Trinchera ha confermato che l’incontro è imminente e che la percentuale di conferma è «altissima», ma ha preferito non anticipare nulla prima del confronto diretto. Sul riscatto di Walid Cheddira, l’opzione scade mercoledì e la decisione sarà presa di concerto con l’allenatore.

La questione del modulo e le garanzie per Di Francesco

Tagliando corto sul “dogma” del 4-3-3 (anche impuro) visto in questi anni come “marchio di fabbrica” del Lecce di Corvino – come lui stesso ci aveva detto lo scorso anno – Stefano Trinchera dice che sarà difficile discostarsi da quello che è nelle possibilità del club, ma sicuramente c’è una maggiore propensione all’elasticità in vista dell’obiettivo, che è sempre la salvezza.

Sollecitato da noi, nel contesto di una stagione finita davvero con una salvezza miracolosa, Trinchera non si sbilancia particolarmente sulle garanzie da dare al mister Di Francesco per confermare il suo rinnovo: «Eusebio conosce le condizioni del club». È vero anche che chiedere due volte di seguito un miracolo a un allenatore che veniva da due retrocessioni brucianti significa mettere qualcosa nel piatto, quantomeno dei rincalzi validi per ciascun ruolo – cosa mancata alla squadra la scorsa stagione – è un gioco a somma zero che non fa felice nessuno, perciò attendiamo, come si dice in questi casi «con cauto ottimismo».

L’affaire stadio

In chiusura, Sticchi Damiani ha rivelato un retroscena inaspettato: una società che si era impegnata a mettere a disposizione il proprio stadio come alternativa al Via del Mare – in ristrutturazione – si è tirata indietro nelle ultime 48 ore dalla scadenza per l’iscrizione al campionato, aggiungendo ulteriore motivo di fibrillazioni a un ambiente non proprio sereno. Per legge la società deve essere di pari livello, dunque “il gran rifiuto” lo si deve a un club di Serie A. La soluzione trovata è il Dall’Ara di Bologna, grazie alla disponibilità del club felsineo e al supporto del prefetto e del questore di Lecce. «Due persone incredibili che stanno facendo degli sforzi straordinari e vanno ringraziati», ha detto il presidente.

La conferenza si è chiusa con un appello. «Chiedo anche a voi di avere la cura e l’attenzione di trattarceli bene», ha detto Sticchi Damiani rivolgendosi alla stampa e, attraverso di essa, ai tifosi. «Noi crediamo tantissimo in ciascuno di loro».

🎙️ Segui il calcio a Lecce con noi - Nu pocu e nu pocu