Sottil firma, la difesa fa muro. Tre punti d’oro

Si conferma terra di conquista il Tardini di Parma per i giallorossi dopo il 3-1 dell’anno scorso che rilanciò i salentini e dopo tante altre belle pagine di un passato più lontano. Massimo risultato col minimo sforzo per gli uomini di Di Francesco, non bellissimi da vedere ma maledettamente concreti e con una difesa versione muraglia per difendere l’uno a zero un po’ casuale firmato Sottil. Tre punti per far respirare ulteriormente l’ambiente dopo il pari col Bologna e per abbandonare l’ultimo posto in classifica.
Di Francesco schiera i suoi col consueto 433 e con Pierotti e Sottil a completare il fronte offensivo con Stulic. Confermato come play Berisha mentre in difesa rimandato Kouassi a beneficio di Veiga e ancora Siebert con un’altra chanche per Tiago Gabriel.

Mezz’ora sonnolenta, poi si sveglia il Lecce


Un primo tempo dai due volti al Tardini, prima mezz’ora senza grandi sussulti a parte un tiro di Bernabè al 4° fuori di poco. Dal 30° in poi il match si infiamma. Gaspar salva su un traversone di Bernabè, poi al 32° il primo tiro nello specchio è giallorosso con Berisha che di sinistro prova sul primo palo ma Suzuki è pronto e devia in angolo. Sei minuti dopo il gol: servizio di Gallo per Sottil, tiro cross dell’ex Milan che manda in tilt difensori e portiere emiliani e la palla entra in rete. Gol che arriva un po’ a sorpresa ma il Lecce legittima il vantaggio: al 41° punizione di Sottil, colpo di testa di Stulic alto di poco. Ancora Lecce con Pierotti al 42° ma la difesa si rifugia in fallo laterale e sempre lui al 44° liberato da Stulic dopo un errore di Ndiaye prova la conclusione neutralizzata da Suzuki che si riscatta.
Allo scadere del tempo i giallorossi però rischiano di capitolare come con Cagliari e Bologna ma salva Falcone di piede su conclusione defilata di Britscghi. Stavolta il vantaggio dei primi 45 è salvo.

Muraglia difensiva e Parma innocuo. Di Francesco sorride


La ripresa inizia con l’ex Almqvist in campo al posto di Britscghi, secondo cambio gialloblu dopo l’uscita di Valeri per Løvik al 25° (problema muscolare). Proprio Almqvist prova la fuga al 47°, la difesa recupera. Quattro minuti dopo Cutrone prova da fuori dopo una lunga azione parmense ma la conclusione è fuori misura. Ancora padroni di casa al 53°, punizione di Bernabè per Delprato, colpo di testa di poco alto. I padroni di casa cercano la soluzione giusta con un possesso di palla ossessivo e il Lecce trova uno spiraglio solo al 65° dopo un grande intervento di Tiago Gabriel su Almqvist che innesca il contropiede di Sottil, ne sortiscono solo due corner innocui. Ancora una sostituzione gialloblu con Benedyczak per Sorensen, mentre Banda entra per Sottil. I giallorossi controllano bene (entra anche Camarda al 76° per uno Stulic senza guizzi) e non ci sono sussulti a parte un ennesimo tiro fuori di Cutrone, un salvataggio bellissimo di Veiga su Pellegrino e la seguente discesa di Banda che costringe Ndiaye al giallo. Cuesta gioca anche la carta Djuric e finisce i cambi con Estévez per Bernabè. È il Lecce però che mantiene l’iniziativa offensiva (intanto Ndaba entra per Berisha e Kaba per Coulibaly) e che fa passare i minuti che lo separano dalla conclusione. Camarda di testa la manda fuori all’87° mentre Banda si fa ammonire al 92°. Sono ben 8 i minuti di recupero, altra ammonizione per Gaspar ma il tempo si esaurisce. Basta il gol di Sottil per esaudire “l’ordine” di Di Francesco espresso in conferenza stampa. Sorride ancora il Tardini ai giallorossi, una vittoria che definire importante è molto riduttivo.