«Sarebbe un peccato mortale realizzare tutto quello di cui parliamo oggi e non essere in Serie A, con l’obiettivo salvezza così a portata di mano». È riassunto tutto in questa frase del presidente, Saverio Sticchi Damiani, il momento straordinario che sta vivendo la Lecce calcistica in questa fase cruciale della sua storia. Comunque vada, Sticchi Damiani è già e per sempre nella storia della squadra. E in occasione del compleanno numero 118 della società, il presidente ha incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione e rispondere alle domande.
Una visione da sogno

Uno stadio omologato per l’Europa, che diventa asset importante per la Società, da vivere tutti i giorni e non solo una volta ogni due settimane, dove ci si potrebbero tasferire gli uffici del club e realizzare store interni, negozi e un percorso per i tifosi, con una convenzione con il Comune che potrebbe anche non dover arrivare sempre con la scadenza in prossimità e con la fatica della contrattazione; concerti e altri eventi la cui appetibilità aumenterebbe con la copertura integrale dello stadio. E questo solo per parlare del Via del Mare, perché di sogni, ambizioni dietro l’angolo e concretezza sono all’ordine del giorno in questo incontro.
118 anni di nomi e storie, nel ricordo di chi ha dato la vita per il Lecce
Doverosa la premessa nel saluto e nel ricordo a chi ha preceduto il presidente che è entrato nella storia con le sue tre salvezze di fila e che accompagna il Lecce negli ultimi undici dei suoi 118 anni. «Saluto e ringrazio tutti i presidenti che ci hanno portato fin qui, e in particolare i Tesoro, perché l’inferno della Serie C è una trappola che rischia di portare al fallimento chiunque se non si ha la bravura e la fortuna di uscirne presto. Mi fermo all’età moderna nominando anche Semeraro e Jurlano portando la squadra a delle stagioni incredibili».

«E un pensiero commosso voglio portarlo ai giocatori e ai dipendenti della società che hanno letteralmente dato la vita mentre erano nel club. Non posso non citare Lorusso e Pezzella, voglio citare anche Antonio De Giorgi, magazziniere di cui si parla sempre troppo poco, scomparso nel 2007 mentre lavorava in campo, colpito da un fulmine, così come Antonio Camastra, tecnico delle giovanili femminili. E poi il nostro Graziano Fiorita, che è mancato lo scorso 24 aprile, tra poco sarà passato già un anno e mi sembra incredibile, con la cui famiglia siamo sempre in contatto e al quale abbiamo intestato il centro sportivo di Martignano».
Il magnifico apporto dei tifosi

«Quello che i tifosi stanno facendo in questi anni è irripetibile. Il Lecce non ha mai avuto un seguito così importante, è successo qualcosa che ha portato ad un coinvolgimento totale, che ci ha portati a diventare la settima tifoseria d’Italia. La società poi sta facendo un lavoro importante con le nuove generazioni, provando a farle appassionare al club: siamo stati in 100 scuole in questi anni, creando rapporti solidi e spero che presto nel nuovo stadio saranno le scolaresche a venire a trovarci e non viceversa».
“Restrizioni al tifo spesso immotivate”
Ecco perché poi sono molto dispiaciuto delle restrizioni di legge, perché spesso sono immotivate, così come avvenuto a Napoli dove è stato limitato un esodo vero e proprio a sostegno della squadra. Questo comportamento e queste scelte fanno venir meno l’entusiasmo e l’essenza del calcio. Tutte le volte che le istituzioni ci hanno interpellato, noi abbiamo sempre messo a disposizione personale a nostro carico. Ma nemmeno questi accorgimenti sono stati presi in considerazione».
I momenti peggiori e quelli più belli della sua presidenza
«Un momento come quello della morte di Fiorita non può essere mai dimenticato», premette Sticchi Damiani, ma se parliamo dell’aspetto sportivo, il presidente ancora suda freddo per gli anni di serie C che avrebbero potuto porre fine alla sua esperienza da subito, «perché la C è un gioco a perdere e sono convinto che si possono avere a disposizione poche cartucce per risalire, poi si viene risucchiati in un gorgo che non è sostenibile economicamente». I momenti più belli: «Direi la doppia promozione dalla C alla A e poi quelle salvezze con il rigore contro il Monza che ancora viene riproposto in giro per il mondo come video emozionale, e la salvezza dell’anno scorso che sembra la sceneggiatura di un film con l’urlo all’ultima giornata contro la Lazio».
Il fair play finanziario
Il Lecce raccoglie ormai da anni il plauso degli altri club e degli organismi di revisione dei conti che sono molto attenti al fpf. Un passaggio importante della conferenza del presidente si è basato sul famoso “modello Napoli” sul quale l’anno scorso ci siamo soffermati con attenzione (si può leggere qui), specificando che addirittura i soci giallorossi avevano investito una maggiore equity rispetto alla cordata De Laurentiis. E in questo senso lo scorso dicembre, in un incontro del corso di Management dello sport all’UniSalento, il presidente aveva anche rimarcato la difficoltà di una lotta impari contro le squadre che il fpf non lo rispettano: «Quante partite avremmo davvero perso con le squadre che non barano sui conti?» ( qui l’approfondimento sulla questione).
La novità è che da oggi in poi a rivedere i conti delle società non sarà più un organismo interno alla federazione, ma un ente terzo voluto dal governo attraverso un’apposita commissione: da Covisoc e Comtec si passa, dunque alla nuova Commissione di controllo e revisione conti dei club professionistici, presieduta da Massimiliano Atelli. «Ci sarà un irrigidimento totale dei criteri di controllo, misure che non ci vedono preoccupati, anzi contenti, visto che già a partire dalle prossime stagioni, non ci saranno più formazioni che potranno schierare giocatori che non si potrebbero permettere».
Il fronte dei club di provincia

Sollecitato più tardi da una nostra domanda sul tema, perché è evidente che sui conti e sui ritorni economici a dettare il gioco siano i grandi club, Sticchi Damiani risponde: «Il presidente del Como (Mirwan Suwarso, ndr) ha lanciato un messaggio importante parlando di fpf e questo deve far riflettere, dicendo che d’ora in poi, dopo i grandi i vestimenti fatti dal club, bisognerà ragionare in autofinanziamento.
Noi, insieme ad altre squadre stiamo lavorando in autofinanziamento, come il Napoli, che funziona perché è diventata un’azienda. L’idea che ci sia qualcuno che investa 40 milioni per il Lecce, lo accoglieremmo con la banda, ma pensiamo a un progetto autofinanziabile. Se lo dice anche il presidente del Como che è uno che ci capisce, questo è un tema fondamentale». Ancora più tardi, nelle risposte ai giornalisti date in una breve intervista a margine dell’incontro, il presidente è tornato sul tema, parlando della costruzione di un fronte comune:
I diritti televisivi
Un’altra fetta importante dei proventi per un club calcistico dovrebbe provenire dai diritti televisivi. Nonostante la stabilità o addirittura il progresso di voci che riguardano appunto i conti, la storia del club, le presenze medie negli stadi, il Lecce dalla scorsa stagione a quella in corso ha perso incassa otto milioni in meno.
Il “caso Gallo”

Tra i criteri della legge Melandri spunta un “caso Gallo”. Lo racconta il presidente stesso: «In questa legge esiste una percentuale del 10% che si distribuisce tra le società che fanno giocare i giovani italiani. Due anni fa, grazie ad Antonino Gallo abbiamo maturato un credito di 600 mila euro. Questo criterio non piace ai grandi club e quella norma è l’unica a non aver avuto un decreto attuativo, pensate, da quando Melandri era ministra (2006-2008, ndr). Questa norma sui giovani non ha mai trovato attuazione. Ma con le medio piccole abbiamo lottato per raggiungere dei traguardi come questo, lo abbiamo ottenuto, ci hanno versato il credito… e lo abbiamo dovuto restituire perché nel frattempo Antonino aveva anche superato l’età per la quale era considerato “giovane” da quella legge».
Il prossimo bilancio potrebbe essere negativo
«L’anno prossimo potremmo vedere una cifra negativa a bilancio, perché per il primo anno siamo riusciti a spendere in acquisti quanto avevamo guadagnato in cessioni. Forse non riusciremo a fare una plusvalenza dello stesso peso degli anni scorsi, vedremo, ed ecco perché i conti in ordine per un piccolo club come il nostro sono un miracolo ma anche una via necessaria. Aggiungo anche che molti giocatori ambiscono a trasferirsi qui perché siamo tra i pochi in Italia a versare gli stipendi mensilmente e non alle scadenze federali, cioè ogni trimestre».
L’appetibilità del club
Ma esistono o no dei compratori o dei nuovi soci in possibile entrata per il club? «Accade spesso che ci siano delle interlocuzioni di alto livello e che in questi discorsi si parli tanto della cessione completa quanto dell’acquisizione di quote della società.
Ma c’è un punto fondamentale, quello del passaggio al concreto, in cui si dimostra l’interesse, al quale in genere non si arriva. Io cerco uno standing adeguato al Lecce, sia dal punto di vista delle credenziali economiche che di quelle morali, le quali fanno spesso da filtro importante. Se dovesse arrivare qualcuno con il profilo giusto, rappresenterebbe un torto al Lecce e ai suoi tifosi non ascoltarlo. Fino a questo momento non si è mai presentato nessuno in grado di fornire delle prospettive molto migliori delle nostre. Qualcuno si è avvicinato, qualcuno si è informato, ogni tanto qualcuno fa finta di interessarsi per avere un ritorno d’immagine. Chi viene a Lecce deve essere credibile e deve avere una visione superiore alla nostra».
Lo stadio e i Giochi del Mediterraneo

Il Lecce si prepara ad avere uno stadio di fascia Euro 4, unico impianto sotto Roma, che permetterebbe di ospitare partite delle coppe europee di club e anche di nazionali. Per Il primo lotto, quello che riguarda gli interventi strutturali dello stadio, i lavori sono al 65% e l’andamento è nei termini. «Con riferimento al secondo lotto spiega invece Sticchi Damiani – quello della copertura, si sta procedendo un po’ più lentamente, siamo su un ritardo lieve sulla tabella di marcia, ma vi tranquillizzo. In questo mese di marzo in cui ci saranno dei lavori importantissimi, che interesseranno la copertura, sgombero il campo da ogni dubbio, dicendo che tutte le gare si disputeranno al Via del Mare e non incideranno sulle gare di campionato».
«Il lavoro verrà completato entro ottobre, in tempi record e questo significa che poco dopo l’inizio della prossima stagione sarà tutto pronto. Abbiamo preso un impegno molto pesante con la Lega, perché abbiamo smontato e rimontato la tecnologia che segnala il gol e quella del Var».
Il termine dei lavori per ottobre e anche la centratura del terreno di gioco assicura inoltre il presidente – non saranno d’impedimento allo svolgersi dei Giochi del Mediterraneo e nemmeno all’inizio del prossimo campionato. L’unico possibile slittamento per i Giochi, purtroppo, potrebbe riguardare la situazione geopolitica.
Il centro sportivo “Graziano Fiorita” di Martignano
Qui la tabella di marcia è in ritardo di 3-4 mesi. «Stiamo per seminare il secondo campo, che è stato praticamente alluvionato per tutto l’inverno. Abbiamo realizzato tutti gli impianti, ci abbiamo messo un po’ più di tempo per una conformazione del territorio. Da subito la squadra ritornerà presto a Martignano. Il secondo campo lo dobbiamo avere entro il mese di aprile».
La valutazione sull’area tecnica
Aggiunge un retroscena al rinnovo per questo e altri due anni per Trinchera e Corvino, Sticchi Damiani, creando il primo momento di sorrisi e ironia in sala: «Io sono contentissimo del lavoro di Pantaleo e di Stefano e il livello del mercato invernale conferma che sono sul pezzo. Sul rinnovo per questo e altri due anni era impossibile che lo depositassi in Lega senza dirgli nulla perché la sua firma era essenziale. Siccome ha espresso il desiderio di “morire in pista” e per questo motivo credo abbia avuto bisogno di tempo per spiegare questa cosa alla moglie che gli chiedeva di riposarsi!».
La riconferma probabile di Di Francesco
Non è diretto in questa unica questione, il presidente, ma di fatto ciò che dice è chiarissimo: «Sono convintissimo che cambiare guida tecnica della squadra ogni anno non abbia giovato al progetto. Con questo allenatore e questo staff mi sono trovato in linea con i valori e gli intenti. Vorrei continuare su questo progetto tecnico anche nel corso della prossima stagione, non mi va più di ripartire da zero ogni anno. Vorrei centrare l’obiettivo e non ripartire dal zero».
Più in generale: «Sono contento di tutto, dal mercato, ai calciatori fino al lavoro del mister. Abbiamo fatto il massimo, abbiamo perso dei giocatori importanti, ma abbiamo portato dentro giovani molto interessanti, anche a gennaio sono arrivati dei giocatori che hanno dato il loro contributo, come Gandelman che ha fatto due gol da sei punti, allo stesso modo anche Ngom».
Le condizioni di Cheddira
«Qui abbiamo una politica precisa per cui non creiamo difficoltà sulle scelte religiose dei ragazzi e vogliamo rispettare la scelta di Walid di seguire il ramadan nella sua versione più ortodossa e in questo momento vogliamo solo sostenere il ragazzo».
Su Banda
Lameck Banda è stato dimesso già domenica mattina dall’ospedale “Cardarelli” di Napoli, dove gli sono stati praticati tutti gli esami principali per sincerarsi delle sue condizioni, e sono risultati negativi. Aggiunge il presidente: «Appena rientrato dal congedo per andare ad assistere alla nascita del suo primo figlio, abbiamo voluto eseguire esami ancora più approfonditi, andati benissimo anche questi, e siamo in attesa nei prossimi giorni di altri esami specifici per scongiurare qualsiasi pericolo e consentire al ragazzo di rientrare serenamente in gruppo».
La Primavera
Dopo un plauso alla presenza della giocatrice del Lecce Women, Serena D’Amico, che ha segnato tutti i suoi 300 gol da professionista esclusivamente con la maglia del Lecce, Sticchi Damiani conclude con un ragionamento sui giovani e dunque sul futuro, che a Lecce significa presente di ogni giorno: «Sono molto contento del loro rendimento, che oggi è a un passo dalla salvezza, che è l’obiettivo che ci siamo prefissati e poi come ho detto ai ragazzi, prima di Lazio- Lecce, siamo a +11 dall’ultima posizione a rischio retrocessione. Appena raggiunto matematicamente l’obiettivo saranno in grado di decidere il loro futuro».



