Mario Pacilli, due stagioni nel Lecce e una vita dedicata al calcio

Attaccante esterno abruzzese, classe 1987, Mario Pacilli ha vestito la maglia giallorossa per due stagioni culminate con la promozione in Serie B ottenuta nel 2017-2018. In aggiunta, vanta anche un bel bottino di gol con 7 reti all’attivo (di cui 1 ai playoff). Nel complesso, ha segnato un totale di 47 gol (di cui 4 nei playoff).

Partiamo dall’inizio: cosa ti ha spinto a diventare calciatore ? E poi, qual è il primo pensiero che ti viene in mente quando pensi al Via Del Mare e al Lecce?

Non c’è stato un qualcosa in particolare che mi ha spinto a fare il calciatore se non la passione che ho avuto fin da bambino per questo sport. Se penso al via del mare provo una grande emozione. È uno stadio che ti fa sentire tutto il suo calore. Inoltre, ci sono due momenti in particolare che mi vengono in mente se penso al via del mare e sono sicuramente la partita con la Paganese dove dopo 6 anni siamo riusciti a vincere il campionato. Inoltre, ricordo il gol nei playoff contro L’Alessandria. Questi sono momenti indimenticabili in uno stadio strapieno.

Hai vestito la maglia giallorossa per due stagioni, vivendo momenti sia belli che difficili. Come ricordi quel periodo? Ricordiamo che la sessione invernale del calciomercato del 2018 ha lasciato una dolorosa situazione in casa del Lecce. Pacilli era finito fuori lista nel club giallorosso dopo l’acquisto di un over come Andrea Tabanelli che ha reso impossibile la sua permanenza nella rosa di prima squadra. In seguito, è poi stato reintegrato ad aprile per le ultime gare sul finale di stagione (dopo la rescissione temporanea del contratto di Giuseppe Torromino dovuta al suo infortunio).

Sì ci sono stati momenti anche meno belli, come proprio il momento in cui sono stato messo fuori lista. Tuttavia, quel periodo mi ha legato ancora di più a tutta la piazza e a quel gruppo fantastico che c’era. Ho sentito la vicinanza di tutti sia dei tifosi e sia dei compagni. Per questo non smetterò mai di ringraziare Torromino per il gesto che ha fatto. Inoltre, mi ha permesso di rientrare in gruppo. Quel gesto credo abbia fatto capire a tutto l’ambiente quanto ci tenevamo a raggiungere l’obiettivo della serie B. Anche quanto era coeso e forte quel gruppo.

Nel corso di quelle due stagioni hai avuto modo di giocare con tanti compagni. C’è qualcuno che ti ha colpito particolarmente, sia per le sue qualità in campo che per il suo lato umano? Sei rimasto in contatto con qualcuno di loro?

Sono molto legato a tutti quei ragazzi con cui ho condiviso due anni splendidi , in particolare sono legato a Torromino , Caturano , Cosenza , Ciancio , Lepore, Mancosu. Grandissimi calciatori a livello tecnico e caratteriale ma sopratutto persone con grandi valori umani. Credo che questi valori abbiano fatto la differenza per vincere il campionato quell’anno.

Sei stato uno dei protagonisti della promozione del Lecce nella stagione 2017/2018. Ti sei fatto un’idea del perché il Lecce abbia impiegato tanti anni a lasciare la serie C, oltre l’oggettiva difficoltà dei
playoff e dell’unica promozione diretta?

Per vincere un campionato si devono incastrare tantissime situazioni che vanno in senso positivo. In verità, non basta sempre e solo la qualità tecnica. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, non ci devono essere infortuni. In primis, si deve creare un alchimia nel gruppo che ti fa mettere al primo posto sempre il bene comune. Devo dire che l’anno della promozione questa alchimia e la compattezza del gruppo ha fatto sicuramente la differenza. In conclusione, volevamo fortemente tutti noi la promozione.

Lecce è sempre stata una piazza che vive di passione e di calore. Come descriveresti il rapporto con i tifosi? Come ti hanno accolto, e cosa ti hanno dato in cambio?

Ho un rapporto splendido con tutta la piazza del Lecce ancora oggi, visto che ho il piacere di tornare spesso a Lecce. Per di più, mi capita di ricevere attestati di stima quando mi trovo a parlare con i tifosi che incontro. Mi hanno accolto benissimo fin da subito. In cambio, mi hanno dato tutta la loro passione e amore per questa maglia.

Ti ringrazio tanto per il tempo che ci hai dedicato, Mario. È stato un piacere parlare con te e conoscere meglio la tua carriera e la tua visione del calcio. Un’ultima domanda: c’è un messaggio che vuoi lasciare ai tifosi del Lecce?

Il piacere è stato mio, ti ringrazio. Posso solo augurare a tutti i tifosi del Lecce grandissime soddisfazioni, perché il loro amore e la loro passione lo meritano. Sicuramente questa società e il presidente stanno riuscendo a dare tutto questo.

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