Sassuolo-Lecce 2-3/ Follia pura al Mapei. Gli emiliani sprecano, Stulic accende il sogno. La salvezza è a portata di mano

Colpo d’occhio incredibile al Mapei Stadium, con la curva leccese gremita al 90% (più tanti altri tifosi salentini sparsi negli altri settori) di fronte alle poche decine di ultras neroverdi. Ma il Sassuolo è tutt’altra cosa, assolutamente convinto a contrastare la sete di punti del Lecce. Di Francesco rilancia Cheddira on fire al centro dell’attacco con un Banda versione de luxe e Pierotti sulla destra. Grosso punta tutto su Laurientè e Berardi, punte di diamante in un attacco che incute terrore alla difesa giallorossa.

Primo tempo thriller, Cheddira illumina i giallorossi. È 1-2

Brivido giallorosso dopo 30 secondi con contropiede fulminante del Sassuolo sulla sinistra e conclusione che si spegne fuori grazie a una fortunata deviazione. Il Lecce rialza subito la testa ma dal cross di Banda e dal seguente calcio d’angolo non esce nulla di concreto. La curva intanto alza la voce e il Lecce si stabilizza nella metà campo nero verde: al 7° ancora Banda protagonista, respinge in tuffo il portiere emiliano, mentre Cheddira insacca un minuto dopo ma in evidente fuorigioco.

Banda resta comunque il fulcro di tutte le manovre offensive ma a sfiorare il vantaggio è incredibilmente il Sassuolo: Berardi, ancora lui, penetra dalla destra, cross sporco che Laurientè a pochi metri da Falcone finalizza sopra la traversa. Sospiro di sollievo. Ma gli emiliani non si fanno pregare.

La difesa giallorossa spazza male, conclusione dai 25 metri e Falcone salva in tuffo. È il lampo che fa da preludio al gol leccese: la difesa netoverde si apre completamente al centro, si infila Cheddira che la piazza all’angolino sinistro. È 1-0 Lecce. Cambia la partita: Sassuolo all’attacco e Lecce di rimessa ma da un errore di Banda (palla persa in attacco) nasce invece il contropiede al veleno che trafigge i salentini. Ancora Berardi, bestia nera dei giallorossi, combatte e conquista palla sulla destra, la sfera arriva a Laurientè che fulmina Falcone sul primo palo per l’1-1. Sassuolo che sfiora addirittura il bis al 23° (deviazione provvidenziale di Falcone in angolo) ma a raddoppiare è invece il Lecce: Banda illumina ancora sulla sinistra, cross al bacio per la testa di Cheddira, palla all’angolino. Partita incredibile.

La grande qualità offensiva del Sassuolo non lascia però respirare i salentini, decisamente distratti in difesa, e il nuovo pareggio arriva al 28°, salva tutto il Var per fuorigioco in partenza. Le sbandate difensive del Lecce sono però un pericolo costante e a sinistra si balla di continuo. Falcone salva ancora al 31° in tuffo. Cheddira sfiora invece il tris al 33°, conclusione in area deviata appena sopra la traversa. Non si respira. Al 37° è Cheddira ad ispirare Pierotti che appena in area punta l’incrocio ma spedisce ben sopra la traversa. Spinge il Sassuolo, la difesa salentina continua a soffrire, soprattutto sul lato di Gallo che non riesce a tamponare le sovrapposizioni.

Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono tutti di marca emiliana, col Lecce che non esce più dalla metà campo. Al 44° ci provano Cheddira e Banda con conclusione da incubo di Ramadani. Nel recupero ultimo tentativo sassuolese ma l’arbitro fischia mentre la palla esce alla destra di Falcone.

Sassuolo indemoniato, pareggia e spreca, Stulic lo punisce

Secondo tempo che inizia col Sassuolo riversato in attacco e il Lecce che si difende con affanno. Di Francesco furente con l’arbitro per un fallo dubbio fischiato a Ramadani sulla tre quarti. Bisogna difendere il 2-1 anche perché da Udine non arrivano buone notizie, la Cremonese è in vantaggio. Ma i pericoli arrivano sempre con gli assist sulle fasce ed è incredibile il gol che si mangia Nzola al 55° a cinque metri dalla porta. Lo imita un minuto dopo Banda che solo in area calcia addosso al numero uno nero verde. Può accadere e sta accadendo di tutto.

Pazzesco il palo colto dal Sassuolo su ripartenza al 59°. Il cuore dei tifosi salentini si ferma per alcuni istanti, Siebert sbraita e non si dà pace per le voragini nel centrocampo giallorosso. E siamo ancora al 60°. Entrano Pinamonti e Lipani per gli emiliani che stazionano stabilmente in avanti. DiFra toglie invece Banda e si barrica con Jean. È sofferenza pura, Pierotti e Cheddira provano ad alzare il baricentro ma trovare spazi ora è meno facile rispetto al primo tempo. Fase di stallo nel match e Grosso piazza altri due cambi inserendo Volpato (fuori Berardi) e Bakola, mentre DiFra aspetta ancora. Brutto fallo a centrocampo su Pierotti al 77′ ma è solo giallo per Muharemovic, Santiago lascia il campo zoppicante ed entra Gandelman, Camarda sostituisce Cheddira. Il Sassuolo non molla, vuole il pari a tutti i costi, traversa clamorosa di Thorsvedt all’82° e un minuto dopo sull’ennesima incursione sulla sinistra arriva il gol (di tacco) di Pinamonti. È 2-2, il Lecce paga dazio a un atteggiamento troppo difensivista.

Dopo un nuovo tentativo neroverde (colpo di testa innocuo per Falcone) entra Stulic per gli ultimi tentativi giallorossi, un cross di Coulibaly viene sventato in angolo dal portiere mentre un minuto dopo Gallo prende un altro giallo. Al 93° la difesa emiliana si salva in angolo su cross di Gallo ma dal corner successivo non nasce niente. È addirittura il Sassuolo a sfiorare il colpaccio ma Falcone salva coi piedi. Coulibaly spara alle stelle da dentro l’area. Così come Volpato, un errore pazzesco il suo, solo davanti a Falcone. E quando tutto sembra perduto l’ultimo assalto è quello vincente. La palla arriva in area a Stulic che si smarca e la piazza all’angolino. In campo si scatena la rissa e nei due minuti restanti il Sassuolo ci prova ancora ma è troppo tardi. Il Lecce espugna ancora il Mapei Stadium. È 2-3.

Il Lecce a 90′ dalla salvezza. Basta vincere col Genoa

Quello che sembrava un incubo a tre minuti dalla fine per i tifosi giallorossi si è tramutato all’improvviso in sogno. Come il famoso rospo delle favole. Volpato spara incredibilmente alle stelle, Stulic insacca. Con la Cremonese che vince al Friuli, infatti, la scalata salvezza per i salentini poteva diventare più che impervia e dipendere moltissimo dal Como che andrà a fare visita proprio ai grigiorossi. Il gol di Stulic invece ribalta tutto. Senza guardare allo “Zini” ai giallorossi basterà infatti battere il Genoa. Il Lecce è padrone del proprio destino.

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