Walid Cheddira si presenta al Lecce. Il numero 7 è quello che ha segnato finora la sua carriera. È il massimo numero di realizzazioni nella massima serie. Come anche il massimo numero di gol segnato in un solo mese, record personale raggiunto due volte: a ottobre e – con un buon auspicio per il Lecce – a febbraio. Sette reti in 35 presenze sono anche il bottino più ricco ottenuto da Cheddira in Serie A. Proprio con di Di Francesco, che ritrova ora in giallorosso. Unico neo: era uno degli attaccanti titolari nel Frosinone quasi stellare che però è retrocesso. Ma noi ignoriamo questo dato.
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Il prototipo del centravanti moderno
Nato a Loreto il 22 gennaio 1998, doppia nazionalità italiana e marocchina, Cheddira è un centravanti moderno nel fisico (187 cm per 80 kg) e nella mentalità. La sua storia parte dalle Marche, tra Eccellenza e Serie D, con la maglia del Loreto, per poi proseguire alla Sangiustese. Anni di gavetta vera, lontani dai riflettori, in cui affina le sue doti realizzative e impara a reggere il peso dell’attacco. Quattro stagioni nei dilettanti che diventano fondamenta solide, fino all’incontro con Ermanno Pieroni, che nel 2019 lo porta ad Arezzo, spalancandogli le porte del professionismo.

Tra Serie C e prime esperienze di assestamento con Arezzo, Lecco e Mantova, Cheddira cresce senza fretta, fino a trovare a Bari il contesto ideale per esplodere. In Puglia vive le stagioni migliori della carriera: è protagonista della promozione in Serie B nel 2021/22 e soprattutto firma il campionato 2022/23 da 17 reti, consacrandosi come uno degli attaccanti più prolifici della categoria. Nella stessa stagione entra anche nella storia del club biancorosso, vincendo la classifica marcatori della Coppa Italia Frecciarossa con cinque gol, impreziositi da una memorabile tripletta contro l’Hellas Verona.
Quel rendimento gli apre le porte della Serie A. Prima con il Frosinone, dove realizza sette gol dimostrando di poter competere anche al massimo livello, poi con il Napoli, con cui si laurea campione d’Italia nella stagione 2024/25. Un’esperienza breve sul campo ma significativa nel palmarès, prima del passaggio all’Espanyol, in Liga, e del rientro in Italia con il Sassuolo, dove disputa il girone d’andata della stagione 2025/26. Ora Lecce, una nuova sfida, forse una delle più delicate.
“Unico obiettivo la salvezza del Lecce”
Cheddira arriva in giallorosso con idee chiare, come ha spiegato nella sua presentazione in sala stampa. “La cosa più importante è portare il Lecce alla salvezza. Se i gol arriveranno da me o da altri, interessa poco. Sono una punta, i gol fanno bene, ma l’obiettivo viene prima di tutto”. Parole che riflettono una maturità costruita nel tempo, coerente con un percorso mai banale.
Le motivazioni, racconta l’attaccante, sono altissime. “Ho detto al mister: che bello. Era il giorno del mio compleanno, è stato un regalo. Sono felice e non vedo l’ora di aiutare la squadra”. Un entusiasmo immediato, alimentato anche dall’accoglienza nello spogliatoio: “Stulic mi ha accolto subito benissimo, mi ha dato qualche consiglio sulla squadra. Siamo due calciatori differenti, in base alla partita il mister ha due alternative”.
Dal punto di vista tecnico, Cheddira è una punta centrale strutturata, capace di giocare spalle alla porta ma anche di allargarsi sugli esterni. Una duttilità che può sposarsi bene con le caratteristiche offensive del Lecce. “Conosco già i calciatori, le partite le ho sempre viste. Le loro qualità possono fare bene al mio modo di giocare: ho due riferimenti ai lati importanti, rapidi, che saltano l’uomo”, spiega, guardando al campo.
La sua carriera parla anche di grande affidabilità fisica: un solo infortunio significativo, nella stagione 2016/17, per appena 93 giorni di stop complessivi. I numeri certificano continuità e solidità: oltre 190 presenze tra campionati e coppe professionistiche italiane con 46 reti, cui si aggiungono le 121 presenze e 28 gol in Serie D.
La doppia nazionalità e l’esperienza con il Marocco
Nel mezzo, anche l’esperienza internazionale con il Marocco, culminata nei Mondiali del 2022 in Qatar, chiusi con uno storico quarto posto. Due presenze per Cheddira in un torneo che resterà nella storia del calcio africano, ulteriore tassello di un percorso in costante ascesa.
Ora il presente si chiama Lecce, e la missione è chiara. “Il campionato è sempre difficilissimo. Ogni domenica è una battaglia. Bisogna pareggiare con corsa, grinta e voglia le qualità degli avversari. Noi dobbiamo pensare soltanto a noi e lottare ogni partita”. È il manifesto di un attaccante che non promette scorciatoie, ma lavoro. Proprio come ha sempre fatto.
Il commento al calciomercato giallorosso su Nu pocu e nu pocu
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