Verso Lecce-Atalanta, DiFra: “Ecco dove possiamo competere”

Eusebio Di Francesco si presenta in sala stampa all’antivigilia di Lecce-Atalanta con la consapevolezza che deve tornare a parlare il campo. La sfida contro i bergamaschi non rappresenta per il tecnico una finale nel senso classico del termine. Infatti, nella sua visione di calcio ogni singolo allenamento deve essere vissuto con la medesima intensità di un atto conclusivo. La classifica e il calendario dicono però chiaramente che per il Lecce è arrivato il momento di raccogliere i frutti di prestazioni che finora hanno prodotto meno di quanto seminato.

Le condizioni dei giocatori

Il primo nodo sciolto dall’allenatore riguarda l’infermeria e la gestione delle energie dopo la sosta per le nazionali. La situazione viene definita “ibrida” con diverse valutazioni ancora in corso. Se Coulibaly e Veiga sembrano destinati alla convocazione nonostante qualche piccolo fastidio residuo la preoccupazione maggiore riguarda Gallo, il cui impiego resta fortemente a rischio. Pesano inoltre le assenze certe di Berisha, per il quale la stagione è già conclusa, e di Gaspar.

Su Francesco Camarda

Una nota di colore e di speranza arriva però dal ritorno in città di Camarda che ha voluto fare una sorpresa ai compagni assistendo agli allenamenti e che sarà presenteunedì allo stadio. Il suo rientro effettivo nel gruppo è stimato tra venti giorni o un mese. Tuttavia, la sua presenza fisica è stata accolta come un segnale di compattezza del gruppo. C’è spazio anche per un commento sulle parole di Ambrosini circa lo scarso uso del giovane talento del Milan: Camarda fino al suo infortunio ha avuto un numero congruo di minuti e di chance per incidere.

Il momento dell’Atalanta

Analizzando l’avversario, Di Francesco non nasconde le insidie tattiche poste da un Atalanta che pur avendo cambiato guida tecnica rispetto al match di andata – ormai nel lontano settembre – ha mantenuto una struttura solida e una filosofia basata sull’ aggressività e sui duelli individuali. Inoltre, il tecnico giallorosso identifica proprio nel numero di contrasti vinti la chiave per uscire dal Via del Mare con un risultato positivo.

L’identità dei bergamaschi rimane legata al modulo 3-4-2-1 con interpreti di altissimo profilo capaci di abbinare una straripante forza fisica a una qualità tecnica che in Italia ha pochi eguali.

Le possibilità in attacco

Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato l’efficacia offensiva. Di Francesco ha difeso il livello delle ultime prestazioni pur ammettendo una carenza preoccupante in zona gol. La squadra produce gioco e arriva alla conclusione, ma manca quella cattiveria agonistica necessaria per trasformare la mole di lavoro in punti pesanti.

Il tecnico ha esortato i suoi a restare attaccati al risultato con le unghie evitando quelle piccole disattenzioni che contro squadre come Roma e Napoli sono costate carissime.

Non ci saranno stravolgimenti tattici radicali ma la gestione dei cambi sarà fondamentale, vista anche l’assenza di Sottil che toglie una pedina importante nelle rotazioni delle ali.

La crisi del movimento italiano

Il discorso si è poi allargato a una riflessione profonda sul sistema calcio italiano stimolata dalle recenti prestazioni della nazionale. Di Francesco ha i titoli per farlo perché di certo non è tra quelli che disdegnano il bel gioco e la fiducia nei giovani. E ha lanciato un monito contro la cultura della paura che sta soffocando il talento dei giovani.

Secondo il mister il coraggio di cercare l’uno contro uno e di rischiare la giocata viene spesso represso fin dai settori giovanili dove genitori e ambiente criticano chi tiene troppo il pallone.

Questo atteggiamento secondo il tecnico ha portato a una generazione di calciatori molto abili con la tecnologia e le dita (nel senso dell’isolamento provocato dagli smartphone) ma meno propensi al sacrificio extra sul campo come accadeva in passato con i veterani che si fermavano a fine seduta per perfezionare la tecnica. Inoltre, uno su tutti, la bandiera del Sassuolo, Magnanelli.

Di DiFra in DiFra

In chiusura un riferimento statistico ha regalato un sorriso: l’ ultima vittoria interna del Lecce contro la Dea fu decisa da un gol di Federico Di Francesco, figlio di Eusebio. Questo è un precedente che il tecnico spera possa essere di buon auspicio. Il Lecce è chiamato a gettare il cuore oltre l’ ostacolo per alimentare le speranze salvezza davanti ai propri tifosi.

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