Lecce – Atalanta 0-3, schianto di un Lecce in pesante involuzione
Primo tempo, vorrei ma non posso
Un Lecce ancora in emergenza rinuncia all’esterno Gallo, non convocato, in favore di Ndaba e schiera Fofana e Ngom al posto degli acciaccati Gandelman e Coulibaly.

Al 4′ Siebert sorprende gli avversari con un cross in direzione di Cheddira, anticipato da Carnesecchi che riesce a metterci una pezza. Il Lecce mostra di soffrire Zalewski – al 9’ Ndaba perde il tempo e il sopraggiunto Krstovic è stoppato solo dal fuorigioco – ma intanto una progressione di Banda mette paura agli ospiti, però sul cross prima Cheddira perde il tempo cadendo a terra e poi Fofana la butta clamorosamente fuori.
Partita all’arma bianca con le folate della Dea e Krstovic che si mangia Ndaba e colpisce l’esterno della rete. Incontenibile il montenegrino che prima si vede rimpallare una penetrazione laterale e poi rifinisce una triangolazione a De Ketelaere che costringe Falcone a una prodezza al 17′.
Un paio di minuti prima erano rientrati i tifosi della Nord in protesta contro la tessera e il calcio moderno in generale.
Il gol di Scalvini
Al 25′ Fofana spreca un intuizione di Veiga dal suo lato. Un minuto dopo il passaggio laterale di Pierotti non trova Cheddira.
Al culmine degli errori in fase di attacco per i giallorossi, al 29′ De Ketelaere brucia Ndaba in contropiede e pesca Scalvini che ha il tempo di ragionare e infila Falcone con un colpo di biliardo dall’angolo sinistro dell’area salentina.
Il Lecce prova a rispondere con la sterilità che caratterizza le sue azioni offensive. Il pallone del pareggio sfuma tra i piedi di Cheddira due minuti dopo, grazie a una percussione di Banda che poi butta di nuovo via il pallone. Il gambiano aveva sorpreso la Dea con un bel contropiede.
I salvataggi del solito Falcone
Dopo l’ennesima occasione di contropiede sciupata da Fofana, Krstovic manda fuori un colpo di testa facile. È il 37′ e sulla successiva rimessa Ngom crea scompiglio tra gli incontristi nerazzurri. Sulla successiva punizione ottenuta dal Lecce le azioni lente e macchinose dei salentini innescano un contropiede bergamasco poi prontamente bloccato da Tiago Gabriel. Ancora un innesco sbagliato da Fofana porta i lombardi a recuperare un pallone sanguinoso, e sull’ennesima percussione di De Ketelaere si avventa Krstovic e Falcone invia eroicamente in angolo. Sugli sviluppi, botta di Ederson che abbatte Pierotti, salvando di fatto lo specchio della porta.
Ancora un paio di interventi “d’ordine” su Zappacosta e Bernasconi dell’estremo difensore giallorosso permettono al Lecce di non andare in confusione totale, ma il Lecce sembra accusare i colpi di un’Atalanta di grande qualità.
Il primo tempo finisce con un Lecce lento e inconsistente che subisce la preponderanza fisica e tecnica dei migliori uomini dell’Atalanta. La chiave potrebbe essere la capacità di recuperare palloni per innescare i contropiedi, ma in questo il terminale è un disastroso Fofana.
Nella ripresa il Lecce evapora
Le speranze di recupero del Lecce si aggrappano all’assaltatore Gandelman che prende il posto, appunto, di un problematico Fofana al minuto 46.
Pronti via e oltre a sfondare sulle fasce ora lo fa anche centralmente: arriva il gol di Ederson annullato però per fuorigioco. Poco prima ci aveva provato Ramadani, poi trattenuto da Djimisti che viene ammonito, e dopo lo spavento per il gol annullato il Lecce batte quattro timidi colpi: Gandelman d’imperio ribadisce il pallone a un molle Cheddira che spreca due volte, poi Banda brucia tutti guadagnando un angolo che porta a un’azione confusa e un nuovo angolo sugli sviluppi del quale l’Atalanta fa partire un contropiede poi fermato da Veiga. Siamo nei dintorni del 55′.
Quoque tu, Krstovic
Passano poco più di tre minuti, ennesimo sfondone centrale De Ketelaere e Krstovic segna il gol in solitudine, non marcato da nessuno. Sembra quasi chiedere scusa l’ex Lecce, lacrime agli occhi, in ginocchio e abbracciato poi dai compagni.
Intanto scoppia la protesta dei tifosi contro la Figc, Gravina e il ministro Abodi che continuano ad additare il Lecce “degli stranieri” che ormai quattro anni or sono vinsero il campionato Primavera.
Due cambi al 61′ per Palladino: escono De Roon e Zalewski per Pasalic e Raspadori.
Al 65′ entrano N’Dri e Coulibaly per Veiga e Ramadani nel Lecce.
Banda in progressione al 70′ porta all’ammonizione per Zappacosta che lo atterra. Palladino sostituisce subito l’ammonio con Bellanova ed entra poi Kossonou per Djimisti.
Il neo entrato Raspadori punisce subito l’inesistente linea difensiva giallorossa segnando il 3 a 0 al 74′ dopo un’azione tambureggiante di Ederson, e il rimpallo di Pasalic. Poco dopo un bel tiro di Krstovic finisce a lato. Dopo le proteste per un rigore non concesso ai bergamaschi, entra Stulic per Cheddira, tra i fischi all’indirizzo di Di Francesco. Troppi gli errori del marocchino, oggi, che sembra peggiorare ogni partita che passa.
Applausi invece per Krstovic che lascia il posto a Sulemana all’81’.
Qualche sprazzo per un Lecce più sterile che mai, N’Dri e Stulic ci provano, ma la partita è indirizzata e non cambia più nulla.
Il Bologna è l’ultima scusa
Se ce ne fossero davvero, di scuse, quell col Bologna è davvero l’ultima sfida che il Lecce potrebbe permettersi di perdere, ma bisogna vedere quale sarà la tenuta psicologica di una squadra apparsa oggi in pesante involuzione
Alla partita hanno assistito 24.884 spettatori, su cui hanno inciso sia la Pasquetta che i disagi dovuti ai cambi di biglietto che si sarebbero dovuti operare per gli spettatori dei distinti nordest per i lavori in corso allo stadio.
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